-=$■> 597 «o nente semplicità dei palchetti, la forma regolarissima della sala teatrale, 11011 rotta da risalti o da prominenze, si raccomanda per una particolare eleganza, e vi mostra il buon gusto dell’ architetto. La grandezza poi della sala da ballo, la nobiltà delle stanze che la corredano e il ben inteso riparto delle sovrapposte abitazioni, ora il tutto destinato alla Società Apollinea, meritano ogni lode. In di-ciotto mesi veniva compiuta questa fabbrica immensa, e la prima rappresentazione che si diede al suo aprimento, nella fiera della Ascensione, fu i Giuochi d’Agrigento, posta in musica da Giovanni Pai-sello. — Incendiato questo teatro la notte del 12 dicembre del 185G per tutta la vasta superficie che comprendeva la sala teatrale, le loggie e la scena, la nobile Società pensava tosto alla sua ricostruzione.Quin-di, chiamati i due architetti Tommaso e Giù. Battista fratelli Meduna a loro affidavano la difficile impresa.Abbracciata saviamente la massima di ricompor la grand’opera sul primitivo modello, indussero però quelle variazioni valevoli a migliorare e a conciliare il comodo e la maggiore bellezza. Molte furono le modificazioni proposte dai Meduna ed accettale dalla commissione eletta dalla presidenza del teatro. Fra le quali ne piace annoverare il disgombro della scena; l’innalzamento di tutto il coperto, perfezionato nel suo costrutto, onde si rese capace al dipingimento delle sale, degli scenari; la riduzione degli stanzini ; la cresciuta ventilazione per più frequenti spiragli e la maggior politezza negli ambulacri delle soffitte. De’quali miglioramenti, non da lutti avvertiti, ne accenneremo due principalissimi, e sono: Io avere praticata una nuova porta di raffronto al-1’ altra dapprima esistente, che metteva alla sala teatrale, la qual nuova porla, oltreché togliere il difetto di euritmia, per essa si venne acquistando una comunicazione diretta tra la sala e 1’ andito del pepiano, risparmiando un giro lungo e penoso, in ¡specie quando il parterre è affollalo di spettatori. 11 secondo miglioramento cadde nelle scale, le quali, in nuova forma dai Meduna disposte, non solo tornarono agiatissime, ma, aggirandosi ognora entro al suo vaso, comunicano a tutti i piani, senza rendere dipendenti, come erano prima, gli ambulacri. Alcuni abbellimenti ancora vennero aggiunti, non