329 governo parrocchiale Antonio Vendri, curò egli il compimento della sua chiesa: ed infatti nel 1789, quando passava alla seconda vita, il tempio avea toccato suo fine. Ciò pure ricaviamo dall’ altra ima-gine dipinta del Vendri ed esistente nella medesima sacrestia. Erano a quell’epoca gli altari di tavola; sennonché, nel 1791, se ne eresse uno dalla società dell’ arte dei finestrai, come s’impara dalla inscrizione scolpita sul basamento dell’altare medesimo. Dopo che chiusa rimase per vari anni, veniva, mercé le cure del parroco de’Santi Ermagora e Fortunato D. Giovanni Rado, restituita alla pubblica ammirazione ed al cullo. Fu allora che un altro altare costrusscsi di poco diverso dall’ altro esistente, perché parve al Diedo correggerlo in qualche piccola parte; e ciò notiamo, perché altrimenti non sia creduto a colui che, senz’arte né critica, scriveva, mal rispondere questi due altarini al resto del tempio, dicendoli operati dopo il 1820. La torre vicina, che un tempo serviva a campanile, era anticamente delta Castel Baffo, cosi scrivendo il Pacifico nella sua cronaca (pag. 321). XCII. Anno 1753. Chiesa ni san geremia profeta, parrocchia. (S. di Cann.J Andrea Dandolo, nella sua Cronaca, dice che principali fondatori di questa chiesa furono Mauro Tosello (o Marco Torcello, come si legge in alcune altre cronache) e liartolommeo di lui figlio, veneziani, nel principio del secolo undecimo ; giacché nel 1043, e secondo altri nel 1047, recato da’medesimi di Puglia in patria un braccio dell’ apostolo san liartolommeo, in questa chiesa il deposero, già prima da essi eretta da’ fondamenti. Marin Sanulo però, che fa discendere 1’ acquisto della sacra reliquia al dogado di Domenico Flabanico, asserisce siali fondatori del tempio in parola i genitori di Mauro e di liartolommeo nominati. Non può negarsi che sull’ origine della sacra fabbrica non sia corsa per avventura una qualche confusione, mentre il Sansovino la dice edificata dalle famiglie Rimonda. Morosina e Malipiera, senza tuttavia addur pruove di questo fatto. Certo é che il doge Sebastiano Ziani, già abitante di questa parrocchia, rinnovolla nel vol. il, p. ii. • 42