-=3-> 1^2 o cliiesa nel 1290 ila Nicolò IV d indulgenze, si conosce che intorno a que’ tempi fosse eretta da’ fondamenti, mancando più precise memorie. Ben sappiamo essere stata consegrata il G aprile 15^18 da Marco Marcello, gii» priore del vicino cenobio, poi vescovo Demo-cense, che, a maggior decoro, amò seco altri sei vescovi. In epoche posteriori poi, e più nel secolo XVII, ebbe alcun ristauro, e la rinnovazione di parecchi altari, non in modo però da torvi il carattere antico sì entro che fuori. Anzi nell’ archivolto sporgente, che copre T ingresso di fianco, si veggono inserite alcune antiche sculture, co’ soliti emblemi religiosi, e quali si osservano in molti luoghi, e principalmente nella caltedral di Torcello. L’interno della chiesa, una fra le maggiori della città, è disposto in tre navi, sorrette da 2i colonne di slil rozzo tedesco, che attestano la vecchia costruzione della chiesa stessa. Pochi monumenti però accoglie, quantunque spaziosa, e, quel eh’ è peggio, di stil depravato, perchè appartengono al secolo del decadimento dell’ arte. Convien fare alcuna eccezione però all’ urna di marmo che serra le spoglie di Andrea Civran, provveditore in campo, nel 1515, contro i Turchi, poi capitano valoroso, nel 1528, contro i Cesarci, e morto in Manfredonia, e qui tumulato dal figlio suo Pietro, nel 15G2, ottenne quest’urna ed iscrizione onorata. — Ma sebbene grandioso e magnifico, cadde nella taccia data quello eretto alla memoria di Jacopo Foscarini, dottore, cavaliere, generalissimo di mare, e infine procurator di san Marco, morto nel 1602. La statua del morto eroe è in piedi nel mezzo, poi quelle della Carità e della Speranza, ma tutto accusa un gusto depravato. Migliore scultura è il busto che offre la imagine di Vincenzo Morosini, benefattore del cenobio vicino, qui posta, per grato animo dei monaci, nel 1752 ; nè spregevole è l’altra effigie di bronzo di frale Lorenzo Loretto, poi vescovo di Adria, che morì nel 1698. — Grandioso e ricco per marmi è l’altare maggiore, e quel della Vergine Titolare, il quale ultimo ha nella balaustrata due angeli enei fusi da Girolamo Campagna, che lasciovvi suo nome. Moltissime pitture decorano questa chiesa, la maggior parte