II. ARCHIVI PRIVATI il pretendere di trovare in Venezia ancora intatti gli archivi privati, è lo stesso che pretendere di trovare intatta una fiorita campagna dopo il flagello di una tempesta devastatrice. Ma se questa tutto non distrugge, neppur le passate calamità fecero a Venezia perdere ogni cosa. Molte case patrizie e cittadine tuttora conservano e tengono in pregio con altri ornamenti anche gli archivi che ebbero dai loro maggiori, o che raccolsero per patrio affetto. Sarebbe, a nostro avviso, arduo lavoro, ma utile alla diplomazia, alla politica, al commercio, alla storia, alle arti, il poter vedere ed esaminare i codici tutti che serbansi nelle nobili famiglie, ma quest’opera è maggiore delle nostre forze. Noi nell’ indicare solo alcuni archivi che ci vennero cortesemente fatti conoscere, abbiamo gettato la semenza di una grande impresa su terreno fecondo, e siccome dalla selce sprigionasi la scintilla di fuoco che infiamma ed incendia, così speriamo che per questo arido scritto, qualche illustre spirito veneziano, mosso dalla carità della patria, saprà cogliere il destro di stendere T argomento sopra tela più ampia, formando un1 opera degna di Venezia. Spesse fiate da soli indizi nacquero le grandi scoperte. Le nostre notizie saranno giudicate forse troppo minute, ed alcune inutili, citando noi più volte copie di codici, dei quali gli originali esistono nei pubblici archivi. Ma oltre che è difficile assai conoscere in modo particolare, se in questi archivi si trovino i privati documenti per le gravi mancanze, che abbiamo notato, è, a creder nostro, più che dai pubblici, facile ottenere dai privati, pressoi quali si possono a bell’agio confrontare gli uni con gli altri, e correggere l’infedeltà dei primi con la fedeltà dei secondi. E questo il motivo per cui nei lavori di erudizione si notano le varianti sì dei codici che dei libri a'Stampa, e si tengono più o meno in credito, quanto più o meno sono corretti. Ecco perchè nelle biblioteche si veggono manoscritti e libri duplicati, quantunque contengano l’identica materia. Sarebbe, non si nega, questo nostro lavoro riuscito piacevole a leggersi, ridotto alla forma di dissertazione o ragionamento storico e generale ; ma conveniva avere ad un tempo sott’ occhi i materiali tutti, e disporli al convenevole luogo, ed allora 1’ opera sa-rebbesi estesa al di là dei limiti conceduti, nè sarebbe stata drizzata allo scopo nostro, che non è d’illustrare o descrivere, ma semplicemente indicare e notare gli oggetti, lasciando agli uomini letterati il piacere e la dotta curiosità di esaminarli. Se, in fine, il lavoro non si reputa degno di quell’ attenzione che dovrebbe meritare, non alla buona volontà, ma alle circostanze inevitabili attribuiscasi il difetto della composizione.