-=»» 288 Entrando adunque in chiesa, a parte destra s’incontra dapprima la cappella sacra alla martire Filomena, non ha molto innalzata dalle fondamenta ; quindi il pavimento di fino marmo e 1’ altare furono, quello costrutto dalla pietà di alquanti devoti, e questo donato dalla famiglia Boldù, innanzi esistente nella chiesa di San Felice. Ma ad accennare brevemente le opere qui per la maggior parte procurate da mons. Pianton, diremo vedersi di scultura : 1.“ il colossale alto rilievo mostrante la Vergine della Misericordia che sotto il manto riceve i devoti di lei ; lavoro di Mastro Barto-loinmeo Buono, qui recato dalla soppressa vicina scuola della Misericordia; 2.° del medesimo mastro Bartolommeo le statue delle sante Cristina, Dorolea e Callista, provenienti dal luogo stesso ; 3.° la Vergine seduta col Figlio fra le braccia, statua di Girolamo Campaijnu, tolta dalla demolita chiesetta a piè della torre dell’arsenale ; h.° la statua di san Francesco d’ Assisi di antico scalpello, tolta dalla soppressa chiesa di Santa Maria Maggiore ; 5." 1’ altra statua di san Domenico lavorata, forse, dal Ca Bianca, qui venuta dalla soppressa chiesa delle Pinzoccare a San Martino: 6.” gran medaglione portante il Padre Eterno, opera del quinto secolo, e qui venuta dalla scuola poc’ anzi citata ; 7.“ busto di santa Elena, scolpito da Antonio Dentone, era un tempo nel chiostro de’ monaci nell’ isola di Santa Elena ; 8.° due statue colossali di Alessandro Fittoria, sprimenti san Paolo e sant’ Andrea Apostoli, esistenti una volta nell’ isola antedetta ; 9.° il monumento di Luigi Malipiero, qui venuto dalla soppressa chiesa di S. M. Maggiore, opera del 1537, ed illustrata nelle inscrizioni veneziane del Cicogna; 10.° monumento di Jacopo Moro, procuratore di San Marco, morto nel 1377, da noi pubblicato nelle molte volte citata raccolta, per la eleganza dell’ urna che lo compone, e per la bellezza degli ornamenti che lo fregia. Altre sculture ancora si serbano del Sansovino, del Marinali e di altri : e busti, e basso-rilievi ed inscrizioni di cui tornerebbe lunga la nota. In quanto a pitture, nominiamo dapprima la tavola di Giovanni Battista Cima da Conegliano mostrante 1’ Angelo col piccolo Tobia, dal Pianton rivendicata, mentre, venduta dal di lui antecessore, stava