<3-> 544 -o®»- Prima del Calendario era proto del palazzo Pietro Basegio. come appare dal documento dei X, pubblicalo dal chiariss. abate Cadorin (Pareri, ec., pag. 127), dal quale risulta chiaramente, essere stato il Basegio proto (cioè architetto) del nuovo palazzo ; essere passato a miglior vita alcun tempo prima del Calendario ; averlo anzi eletto in morte, siccome commissario esecutore della sua estrema volontà; forse perchè la figlia sua Caterina maritata era con Nicolò figlio del Calendario medesimo. — Quindi da siffatto documento deduccsi il Basegio architetto del nuovo palazzo, perché un solo e non due erano i proti soprastanti sempre alla fabbrica ; e questo morto, surrogalo allora soltanto dal Calendario. In tal modo si pongono in armonia i documenti citati, e ben si spiega cosi, come fosse occupalo il Calendario nel 1350 nelle opere di mare, e dopo quel tempo, cioè morlo il Basegio, chiamato a so-praintendere alla fabbrica del palazzo ducale : la quale, come più sopra notammo, ebbe principio assai prima della ducea del Faliero; contro quanto fin qui da tutti si scrisse. Morlo il Calendario, si prosegui il lavoro della sala del maggior consiglio, e, secondo il Sansovino, toccò questa il suo perfezionamento nel 1425 (I), nel quale corso di tempo, il chiariss. abaie Cadorin non seppe rinvenire chi veramente fosse il proto od architetto, trovando egli il nome fra gli altri di un cotal mastro Bartolom-meo scultore. — Già crasi nel 1405, ducante Michele Steno, come dall’ inscrizione s’impara, lavoralo il verone della sala medesima, guardante il mare ; già crasi eseguila la porta sottoposta, detta poi del frumento; e già, per le molte spese incontratesi dalla repubblica per tali opere, crasi presa parte che più alcuno non dovesse proporre in senato la rifabbrica del vecchio palazzo, cioè di quella parte antica che ancor rimaneva, respieiente 1’ attuale piazzetta : (i) Non crediamo al Sansovino che dice finita questa sala nel 1423, perchè lo do-vea essere assai prima, come proveremo nella citala opera nostra, sull’appoggio principalmente del decreto 4 decembre i362, mentre non vedesi il perchè si avesse fallo decreto di non più metler mano a rinnovare il vecchio palazzo., se ancora era in attualità di labbrica., e come il doge Tommaso Mocenigo, prima ancora che finita fosse la sala, rompesse il divieto, pagando la multa, come è detto qui sopra.