-«*• 2C6 c perciò fu compresa nell’opera delle fabbriche illustri. Ivi il Diedo diceva, che, ad onta di alcun errore clic vi s’incontra, la novità del partito, la eleganza della disposizione, la ricchezza degli ornamenti, e un certo sapore di gusto antico, degno degli aurei tempi di Roma, non solo ci fa perdonare a' difetti, ma esige altresì i giusti omaggi della nostra ammirazione. Un’ampia navata forma il corpo di mezzo del tempio; a destra stanno le tre cappelle, maggiore l’una, le altre minori, e alla sinistra è disposta una loggia, o portico, che sostiene il coro, una volta ad uso delle monache. Gli scompartimenti di essa loggia rispondono a quelli delle tre cappelle clic le stanno di fronte; e tutta l’altezza della fabbrica è divisa in due ordini, ionico il primo, il secondo corintio, che con i lor sopraornati tutto ricingono il tempio. Palladio però non compieva clic la maggiore cappella per commissione di Lionardo Mocenigo, e, lui morto, sul disegno che ne rimase innalzossi il resto della chiesa nel 1G09, come rapporta il Martinioni, e consacrata venne da Francesco cardinale Vendramino patriarca, il 21 novembre 1617, secondo si legge nella iscrizione qui posta, nella quale si dice essere stato architetto il Palladio. Quindi se questo tempio non conta opere dei più bei tempi dell’ arte, attribuire ciò devesi alla sua larda erezione. Jacopo Palma juniore, con troppo veloce pennello, fu 1’ artista che più degli altri operò in questa chiesa, ed in alcuna tela anche con lode. Dieci dipinti s’incontrano di lui, il primo de’quali è la tavola della Titolare nella cappella a lei sacra, ove vedesi la martire che sale al cielo in mezzo a un coro di angelici spiriti, ed al basso otto divoli della famiglia Raglioni, di cui Donalo fu quello che a proprie spese fece erigere la nominala cappella. Sebben questo dipinto abbia mollo soflerto dal tempo, pure è bel lavoro del Palma, e per grandiosità, e per composizione, e per colorito. I lati della slessa cappella sono ornati dal secondo e dal terzo. Figura 1’ uno la traslazione del corpo della Santa dalla chiesa di San Giorgio, e l’altro la diva medesima rapila in estasi al sepolcro della martire Agaia,