496 *e> propriamente nel 1615, logorato l’edifizio, le monache ne partirono, recandosi al monastero di Santa Maria dell’Umiltà in Venezia, abbandonato da’Gesuiti per l’interdetto nove anni prima, e l’isola rimase deserta. Nel 1648 vi ripararono monache di Gandia, rifatto loro il convento e la chiesa dal senato, e stettervi fino al 1715, in cui, ridotte a sole quattro, vennervi in loro luogo i padri ospitalieri di San Giovanni di Dio. Donata l’isola a questi padri, la veneziana repubblica fece edificare adatto convento, di cui vuoisi architetto Giovanni Scalfarotti, zio materno del Temanza, e dal Temanza stesso la chiesa. Furono questi lavori cominciati nel 1734, terminati nel 1759, e la chiesa consacrala due anni dopo. Nel 1725 erasi stabilito che quivi dovessero accogliersi i pazzi di patrizie famiglie; ma nel 1797, con più generoso consiglio, il benefizio venne esteso anche agli altri cittadini, i quali erravano prima d’allora per le vie, se innocui, o, se violenti, rinchiudevansi nelle pubbliche carceri. Nel 1808 ne partirono i malati militari, in luogo de’quali ci venne l’anno dopo ugual numero d’infermi, d’ambo i sessi, compresi da malattie chirurgiche. Nel 1829 furono escluse le donne di questa ultima classe, e nel 1834 anche le mentecatte, essendo loro aperto il civico ospedale de’ Santi Giovanni e Paolo. San lazzaro. Essendosi sparsa per Venezia, nel secolo XII, la lebbra, contratta da coloro che, o per sentimento di religione, o per cagione di traffichi, frequentavano Soria e Palestina ; malattia che chiamavasi mal di san Lazzaro ; fu nella parrocchia de’ Santi Ger-vasio e Protasio destinata una casa ad accogliere gl’ infermi. Quella casa diede il nome ad una corte, che tuttavia le rimane. Il porre sotto la protezione di san Lazzaro i lebbrosi e gli spedali, nacque forse dal confondere che fecero le pie genti il fratello di Marta e Maria risuscitato dal Redentore, col mendico della parabola. Ora, non bastando 1’ angusto ospizio al molto bisogno, Leone Paolini ebbe nel 1182 in dono l’isola da Uberto abate di Sant’ Ilario, cui rimase il diritto di eleggere i priori del luogo, e fondovvi una chiesa in onore di san Leone papa ed uno spedale. Dai malati poi che quivi si rifugiavano, l’isola s’intitolò di San Lazzaro. Cessala nel 1479 quasi