•<&> 130 <=>- del centro sorge, collocato sopra due chimere, un magnifico trono sul qual siede, sotto marmoreo padiglione, il principe coperto delle assise ducali : nell’ altro, a destra, stanno aggruppate le iconologiche imagini della Religione e del Valore; e in quello a sinistra le due figuranti la Concordia c la Pace. Dinanzi poi collocate si veggono quattro altre statue, due presso al Irono e due vicine agli angoli. 11 fregio supremo riceve ornamento da sei gemetti in basso-rilievo, che ostentano un elmo fra inani ; e finalmente, sulla cornice, s’ innalza lo stemma coronato del Pesaro tenuto da due geni di tutto tondo. — Le statue furono scolpite da Melchiorre Barthel, manierate però secondo lo stile del tempo. Ma di peggior maniera sono gli altri tre monumenti di quel secolo corrotto, il primo cretto a pubbliche spese nel 1666 ad onorar la memoria dell’ invitto principe di Modena Almerico d’Este, figlio del duca Francesco, Capitano d’ un corpo di milizie ausiliarie nella guerra di Candia ; il quale, mentre era in via per Venezia, colto da diro morbo, moriva nell’ isola di Paros il dì 16 novembre 1660. Molto denaro, senza effetto, si spese, poiché i moltiplicati trofei ed ornamenti, gli stemmi della famiglia ducale, il veneto leone, le due colonne toscaniche spiccate di marmo polcevere, l’urna barocca, e la statua pedestre del giovane eroe, non rispondono alla magnificenza dell’ opera. — 11 secondo, di peggiore stile, ricorda Leonardo Benardo, senatore franco e prudente : e 1’ ultimo, vieppiù ancora peggiore, di forma piramidale, sovrapposto alla prin-cipal porta d’ingresso, appartiene all’ invitto capitano Girolamo Garzoni, la cui statua pedestre si vede coronata dalla Fama, con al basso la Fede e Venezia falla persona. E ben conveniva che questo prode qui venisse cinto dalla Patria e dalla virtù della Fede, se moriva solto P infausto assedio di Negroponte. Un solo monumento qui si conta del secolo decimottavo, ed è quello innalzalo nel 1708, per segno di grato animo, dal p. maestro fra Antonio Pittoni all’ in allora ancor vivente fra Giuseppe Maria Bottari, vescovo di Pola nell’ Istria, eloquentissimo e dotto, caro ai principali monarchi, e più a Leopoldo I imperatore, del quale fu