<£<> 493 vuoisi opera del Brunellesehi ; e di esso scriveva il Bottari competere con qual sia più insigne lavoro del Buonarroti. In marmo sono opere del Campagna e del Vittoria. IlTintorctto vi dipinse la Manna, la Cena, la Risurrezione, il martirio di santo Stefano, la coronazione di Nostra Donna; Jacopo da Ponte, la nascila di Gesù: Leandro Bassano, santa Lucia; il Malombra, l’albero della religione benedettina ; il Ponzone, san Giorgio ; Sebastiano Rizzi, una Vergine adorala da santi. Parecchie lapidi e depositi hanno slorica importanza; tro-vandovisi i nomi di Vincenzo Morosini, Domenico Bollani, Lorenzo e Sebastiano Veniero, Marcantonio Memmo, Maria Grimani, e i sepolcri di Tribuno Memmo e Sebastiano Ziani ; quello di Domenico Michiel, espugnatore di Tiro, e l’altro assai ricco del doge Donato. Se crediamo al Coronelli, nel sagrato dietro via il coro è sepolto Trajano Boccalini. 11 campanile, de’ più leggiadri che si veggano, é di Benedetto Buratti somasco. Nel convento il primo cortile è condotto sopra disegno del Palladio; non clic il refettorio. Le cantine sono esse pure palladiane; e non bisognava lacerne, se il Temanza le loda grandemente, dicendo non potersi immaginare quanto sian belle, chi non le vede. Cospicua pure è una scala a cui soprantese il Longhena. La Giudecca. Chiamavasi da prima Spinalunga dalla forma che essa ha, d’una lunga lingua di terra interrotta da sette canali, che ne fanno otto ¡solette, fra loro congiunte da ponti. Nella seconda metà del secolo nono fu dal doge Orso I Partecipazio conceduta, in compenso delle antiche loro abitazioni demolite, a potenti famiglie di banditi, Barbolani, Flabanici, Caloprini, reslituile in patria per intromissione dell’ imperatore Lodovico 11. Il nuovo nome di Giu-decca, v’ ha chi nel trae da’ Giudei eh’ ivi presero stanza al loro primo venire tra noi (Sansovino, Venezia descritta, ec. Ven., 1663, face. 250); si trae però meglio da altri dalla voce Giudicato (che nel dialetto nostro dicevasi ZùdegaJ, con che sarebbesi fatto allusione all’assegnamento surriferito dei fondi alle famiglie de’banditi (Paoletti, Fiore di Venezia, ec. Venezia, 1837, voi. I, face. 106). Fu quest’ isola molto abitata negli andati tempi, contandovi nel