■<3* 392 -»js» alla gentilezza e purità di cui splendono quelle introdotte nelle altre opere di queU’archilcIto, pure domina unità di caratlerc, è ben compartito, ed è assai decorato in alcune parti con ottimo gusto. — Finalmente, le fabbriche nuove incominciate furono l’anno 1552, e vennero poste a termine nel 1555, col disegno di Jacopo Sanso-vino, e precipuamente furono costrutte a vantaggio e comodo del commercio : e perchè vennero erette dopo quelle dello Scarpa-gnino, furono perciò sempre dette fabbriche nuove. Si estendono esse in lunghezza piedi veneti 250, cioè metri 83 . 90, e la loro altezza è di piedi 45 circa, o metri 15 . 10 ; e sono compartite in tre ordini, rustico, dorico e ionico. 11 primo racchiude 25 archi che formano un portico, dopo il quale la di lui altezza è divisa per botteghe e soprapposti mezzanini. 11 dello portico si unisce in una testata con quello dei già descritti fabbricati dello Scarpagnmo ; i due altri piani sono distribuiti d’ ambi i lati in camere separale da un corridoio nel mezzo. Il prospetto, clic si rivolge sul gran canale, è lutto costrutto di pietra istriana, ed a vòlta sono le coperture di ogni piano. E però da dolersi che un edificio cotanto esteso e decoroso non abbia corrisposto in solidità. Della quale, come ben nota il Selva, può accusarsi il Sansovino esaminando l’interna disposizione dei muri nei due piani superiori. E già minaccia ruina. anche per l’incuria in cui è tenuta la fabbrica; e se non provvede tosto il munifico governo a porvi ristauro, non sappiamo a qual fine potrà pervenire. XVIII. Fondaco dei tedeschi, ora Dogana. Fin dal XIII secolo veniva destinato dalla repubblica un pubblico luogo, ove dimorassero insieme colle loro merci i Tedeschi che venivano a trafficare in Venezia con reciproco vantaggio d’ambedue le nazioni, e il luogo assegnato detto veniva fontego dei Tedeschi. Nel febbrajo del 1505 un violento incendio lo riduceva in cenere; ed il senato, a tenersi a lui aderente quella nazione, decretava che fosse ricostruito in più ampia e regolar forma, ducando Leonardo Loredano. Vuole il Te-manza aver dato il disegno Pietro Lombardo; ma dalla Notizia del- 1 anonimo pubblicata ed illustrala dal Morelli (nota 147), si viene