<- 222 ♦sancì 1393, da alcuni attribuito per errore a Jacopo Sansovino, ma più ragionevolmente da supporsi opera di Vincenzo Scamozzi: il quale monumento si decora dei due busti de’ ricordati personaggi, sculti da Girolamo Campagna, e delle statue del Redentore e dei santi Benedetto cd Andrea, lavori di Giulio dal Moro veronese. — Segue il ricchissimo della regina di Cipro Caterina Cornaro, ideato da Bernardino Contino ; nè additare saprebbesi le cagioni per le quali non fu eseguito l’altro che avea disegnato il Falconetto, come ricorda Vasari (voi. VII, pag. 87, ediz. di Siena). Sul prospetto vedesi un basso-rilievo figurante la rinuncia della corona di Cipro, fatta dalla regina nelle mani del doge Agostino Barbarigo, di manierato disegno, ma che, per la celebrità del nome della Cornaro, si è creduto conveniente pubblicarlo nella Collezione dei monumenti sepolcrali da noi illustrati. — Di fronte al descritto ne sorge un altro eguale, eseguito sul modello dell’ autore stesso, e sacro alla memoria di tre cardinali della famiglia stessa Cornaro, cioè di Marco, Francesco cd Andrea. Il basso-rilievo, nel centro di esso, figura la cerimonia del presentarsi il cappello cardinalizio dal papa. — Dopo l’altare di s. Girolamo, architettura del Bergamasco, e nel quale s’erge la statua del Divo, lavorata da Tommaso Lombardo, occupa la parete il grandioso monumento dei dogi Leonardo e Girolamo Privili, innalzato con la soprintendenza di Cesare Franco, e da alcuni anzi creduto di sua invenzione. E mole, dice il Moschini, si bene ordinata e condotta, che forse non saranno stali si perfetti i disegni offerti da Alessandro Vittoria, e rigettati per cagioni non conosciute dalla storia. Nell’ ordine superiore, entro a’ nicchi formati dalle colonne, sorgono due statue colossali in marmo, scolpite da Giulio dal Moro, e che rappresentano i santi Lorenzo e Girolamo, allusivi appunto al nome dei dogi che ivi riposano. Gli altari, altri furon disegnati da Jacopo Sansovino, altri dal Bergamasco, altri dal Vittoria, e la porta laterale, clic internamente sorregge l’organo, è opera del primo. Ciò in quanto alle sculture, chè per quello concerne i dipinti, molti in questo tempio ve ne sono singolari e stupendi. E innanzi