88 °c=> Calino di cristallo, con orlo d’ argento ed iscrizione greca. Tazzetta frammentata, con manichi e fondo in metallo dorato. Vasetto di cristallo rappresentante un grappolo d’uva, con foglie smaltate. 1 pampini, le foglie ed il beccuccio son d’ oro. Gran vaso di cristallo a due manichi, liscio e senza ornamenti. Tazza grande di cristallo, con pochi e semplici ornamenti esterni in rilievo, due manichi e contorno d’argento dorato con iscrizione nel giro. Gran vase di vetro legato in argento ricoperto di lavori in fdigrana guerniti di pie-truzze diverse, Due piatti di cristallo color d’agata chiara di moderno lavoro. Anfora di cristallo bellissimo, con manico ornato e figurato. E tutta nel corpo ricoperta di basso-rilievi con iscrizione cufica ; lavoro singolarmente bello e rarissimo : è montata su base con piedi di squisito lavoro in oro. Piattino di cristallo ornato di meandri diversi. Gran secchio di cristallo di singolare ed immenso lavoro, giacche esternamente è ricoperto di rilievi quasi isolati dal fondo, che non rimangono aderenti al vase se non in pochissimi punti. Vi sono rappresentate caccie, cavalli, fiere, e ciò nella parte superiore; nell’ inferiore si stacca dal fondo una rete d’ornati d’incomprensibil lavoro, poiché attaccata aneli’ essa in pochissimi punti, e quindi supera in bellezza ogni opera conosciuta in tal materia presso gli antichi. 11 manico è di metallo; lavoro di fusione e di ruota, avente il carattere di greco od antico italiano di genere etrusco. Altro secchio meraviglioso di grosso cristallo mancante nel fondo. Il manico è d’ argento fermato con due borchie a vite, le quali sembran di moderno lavoro. Il corpo del secchio è tutto d’intorno intagliato di figure, ed è forse la più bella delle antichità figurate del tesoro. Un Baccanale sta inciso nel giro con pochi tratti di ruota. Fu illustrato da Giuseppe Vallardi. Elegantissimo vase di cristallo violaceo cupo, tutto dipinto ad oro e colori, con medaglie figurate e piccole testine. Lo stile è più tosto bello, ed il modo è singolare, perchè la pittura è senz’ alcuna vetrificazione, mantenendosi però come se fosse dipinto ad olio. Ha due manichi d’ argento dorato, con iscrizioni nell’ orlo interno e nel fondo, in caratteri cufici. Frammento in due pezzi di testa di putto in agata. Busto di Giove Serapide in alabastro. Vase di alabastro, che serviva probabilmente di misura. Urna di bianco e nero minuto, quasi simile a un granitello, però di marmo, non duro, di elegante forma, con manico della materia stessa. Due piccole vaschette di madreperla elittiche, con piede d’argento dorato. Vasetto di porcellana antica bianca. Corno di Lioncorno lavorato con anelli, aventi iscrizioni nel giro di caratteri greci e cufici, con catenella e medaglia ove sta espresso san Marco, e una leggenda in caratteri romani. Fu donato da Domenico Giorgio nel 1488 al doge Agostino Barbarico. Frammenti d’ una Croce formata di cristallo di monte, con lamine d’ argento dorato. Frammento d’ ampolla, il cui cristallo è quasi distrutto, con legatura d’ argento dorato, guernita di pietre e filigrane. Scettro e globo d oro forniti di brillanti scieltissimi, che servirono all’augusta cerimonia della incoronazione a re del Regno Lombardo-Veneto dell’ Imperatore Ferdinando I, nostro monarca : qui deposlo per suo volere