512 «s> rifabbricata per cura del parroco Leonardo Ferruzzi, coi disegni di Filippo Rossi, proto dell’ arsenale. Nel ristringimento delle parrocchie fu chiusa nel 1810, e sette anni dopo veniva riaperta ad uso dell’ I. II. Marina. In questa occasione si trasportò dalla chiesa di San Martino il monumento che chiude i resti mortali del veneto ammiraglio Angelo Emo, morto nel 1796, non senza sospetto di veleno. Questo monumento è opera di Giuseppe Ferrari Ton-etti, e stava prima nella chiesa de’ Servi. 11 simulacro del morto eroe che giace supino sull’ urna, è lavoro commendevolissimo in quanto riguarda alle pratiche materiali dell’ arte, non in ciò che concerne il disegno e la composizione ed espressione della figura. Nessuna altra opera vi ha qui da rilevare, appunto perchè fu eretta nel secolo del decadimento. LXXX. Anno 1715. Chiesa di santa maria assunta dei gesuiti, appartenente alla Compagnia ili Gesù. fS. di Cann.J Intorno agli anni 1150-1155 da un cotal Cleto Granzoni ai padri Crociferi si diedero paludi e rendite perchè in questo sito edificare potessero un monastero, uno spedale ed una chiesa che intitolossi a Santa Maria de’ Crociferi. Questo cenobio, passalo in commenda, veniva quindi concesso nel 1464 al cardinale Pietro Barbo ( poi Paolo II ), indi al celebre cardinale Bessarione di Trebisonda, e alla morte di questo, cioè nel 1474, tentò il senato appo la santa Sede che introdotte vi fossero monache Francescane a cagione della rilassatezza dei Crociferi. Ciò fu senza effetto. Rimasero essi fino al 1656, nel quale anno Alessandro VII, sopprimendoli, assegnava i beni alla repubblica travagliata dalla guerra di Candia. Restituiti, dopo le famose controversie tra la repubblica e papa Paolo V, i Gesuiti qui in Venezia, acquistarono per 50,000 ducati il monastero, e nel 1567 ne presero il possesso. Era questo stato rinnovato a cagion di un incendio nel 1545 ; ma non n’ era stata rinnovata la chiesa perchè non offesa dalle fiamme. Ed appunto perciò risentiva essa i danni del tempo, e domandava nuova riedificazione. E la otteneva infatti nel 1715 sul disegno di Domenico Rossi, e nel giro di tre lustri toccava il suo compimento.