l’antico .aspetto. Si c conservato però retro di esse una parete antica. sulla quale stanno ancora alcune memorie scritte col carbone o con altro, dalle quali si deduce aver servito questo luogo a prigioni di Stalo. In esse memorie si leggono i nomi di un Lucchino da Cremona, di un Cristoforo Frangipane c di altri, c son notati gli anni 1478 e 1518. — Discendendo da una piccola scalea, di fronte alla quale, in sulla porla, sta il busto di Sebastiano Veniero scolpito da Alessandro Vinoria, si viene sul piano della scala così detta dei censori, e precisamente al notalo salotto d’ ingresso. Da questo giu-gnesi alla stanza una volta appellala Bussola dei capi. Così chiamata appunto per esservi (pii una bussola alla sinistra, per la (piale si entra nella già descritta stanza dei capi del consiglio de’ \. K ornala essa stanza con tre quadri laterali, opere di Marco Veceltio e di Antonio Vassilacchi, esprimenti la orazione del doge Leonardo Donalo alla Vergine: lo Sforza presentato delle chiavi di Brescia; e la resa di Bergamo. Il soflìlto, dipinto tutto da Paolo Veronese, manca del pezzo centrale, che esprimeva san Marco iu gloria, rapilo nel 1797 dai Franchi, c rimasto poscia a Parigi. Decorasi ancora questa stanza per un camino magnifico, lavoro di Pietro da Salò. Sala dei X. Magnifico, in vero, è questo luogo c quale conveniva alla maestà del principal magistrato della repubblica. Il soflìlto, posto ad oro con regai profusione, è disegno del patriarca di Vquileja Daniele Barbaro; c Paolo Veronese, lo Zelotti c Giambattista Pon-chino lo adornavano con tutta la pompa dei lor pennelli, dipingendovi, nei vari compartimenti, allegorie, ed ¡magmi simboliche, cd ornamenti a chiaro scuro, e fregi, la di cui descrizione tornerebbe lunga di troppo. Le pareti son coperte da Ire tele latissime, operate da Marco Vecellio, dall' Aliente c da Leandro Bussano: il primo coloriva con molta maestria la pace di Bologna ; il secondo la Visita de’Magi, e l’ultimo l’incontro del doge Ziani col papa Alessandro, dopo la vittoria ottenuta sopra le armi del Barbarossa. — Passalo un transito si giugne alla Sala delle quattro porte. Prende denominazione questa sala vol. il, p. il. 45