~=3* fi !) *e^ quattordici finestrclli che scorgonsi verticali al pavimento della chiesa, lungo il parapetto del coro. Nel I Hi Ti si entrò nuovamente in questo luogo, si cangiarono alcune colonne di marmo pario, sommamente danneggiale, si lento e si ottenne, mercé amovibili chiuse di legno, la rimozione dell’ acqua, che vi si alzava sempre ad oncie 14 venete sotto comune, e ad oneie 21 nelle grandi maree; si mondi) il selciato dal denso e allo limo che lo copriva; si studiò di raggiungere possibilmente quei rigagnoli, che derivavano dalle pioggie; e nel 1830 si diede libero corso all'aria colla riapertura ai lati delle finestre, dapprima chiuse, e col chiudersi l’imposta a mezzo di un cancello di ferro corrispondente ai fori laterali alla gradinala che conduce al presbiterio. Ciò tulio si rileva dall' opuscolo pubblicalo dal benemerito sagrisla di questa basilica I). Valentino Giacchetti. (Venezia, 1838.) Sagrestia. Ma salendo di nuovo al superior fabbricato, giova parlar prima della magnifica sagrestia. È pur questa ricchissima di preziosi musaici ristorati 1’ anno 1727 per voler del senato. Marco Luciano Rizzo (i) lavorò la vòlta, ed ebbe a compagni il prete Alberto Zio (forse, come sospetta Mosehini, Pietro Alberti) e Fran-ce»ro Zaeralo. E bella opera si nella finezza del lavorio, come nella invenzione e nella grazia de’ fregi e la proprietà delle figure, quali vengono riputale della scuola di Tiziano, cd anche del macslro medesimo. In molte di esse gli artisti vi lasciarono il nome e l'anno, ed in tutte vi è assai da lodare. A dire alcun che delle principali, noteremo la figura dell' Eterno Padre circondala dagli Angeli sulla porta, quella della Vergine, dei sanli Giorgio e Teodoro nelle lunette sulla porla stessa ; le due immagini di san Girolamo lavorate per concorso, una da Domenico, l’altra da Gian ¡lantanio Rianchini ; le quattordici figure degli Apostoli ed i sanli Marco e Paolo, che ornano le altre lunette, e finalmente le altrettante figure de' Profeti nella vòlta, quali circondano la Croce presa in mezzo dai quattro Evangelisti. (■) Zanetti, Storia citata, pag. 7J5 ; e Moiebini, voi I, pag. J01.