o* 235 o gloria, e al piano i santi Girolamo e (¡io. Ballista. Le due prime fan veder Paolo gran confidente della natura, per ¡scioltezza «li modi, per gaiezza di tinte, per prontezza di mosse, per grandiosità e per tutte quelle altre doti che legano lo spettatore e Io fanno convinto essere la pittura un’arte veramente divina. I’oi il Wontemezzano ed il Peranda, l'uno col San Marco in atto di scrivere, l’altro con la Vergine che dà il celeste Figlio al serafico Padre, e col San Diego, mostrano quanto appresero dal grande loro maestro il Calim i teste lodato. Anche Battista Franco lasciò grande arra di sé nel Battesimo di Cristo, e cosi Parrasio Michele ne’ due spaziosi dipinti della Manna e del Sacrilizio di Melchisedecco. Poi il troppo frettoloso Jacopo Palma juniore ha qui sei opere. La prima è il Salvatore fra la Vergine e i santi Marco, Battista e Girolamo; mostra la seconda san lionavenlura scrivente ; ha la terza san Diego ; la (piarla san Francesco che prega Maria per la salute di un infermo, e le ultime due la Visitazione di Maria e Cristo flagellato. A Jacopo Palma nocque appunto la fretta, e in tulle queste opere appar essa soverchia. — Il pennello troppo pesante e pieno di Domenico Tintoretto coloriva la Vergine che prega il Salvatore a liberare Venezia dal diro morbo, e Maria in gloria con al basso alcuni beati. Il secolo passalo, secolo di manierismo, offerse a questo tempio opere di (piatirò pittori, degni, (piai più (piai meno, di chiara memoria. Seno alcuni falli della vita di (’.risto del Molinari, una Vergili Concetta dell’ultimo raggio della scuola nostra, il Lazzarini, i quattro Evangelisti a chiaroscuro di Giambattista Tir polo, e la V'ergine senza macchia, con i santi Marco, Girolamo e Antonio, di Giuseppe Angeli. Né solamente i Veneti opravano ad ornare il tempio qui descritto, che anche gli estranei concorrevano ad abbellirlo. Giuseppe Sakiati dipinse due belle tavole d’ altare, 1’ una con i santi Giovambattista, Jacopo, Girolamo e Caterina, e l'altra con la Vergine e i santi Antonio Abate e Bernardo, e in cima l'Eterno Padre, nelle quali mostrò quanto avesse appreso nello studio de’ nostri classici, unito a quello della bella natura. Ma Federico Zuccari, ad