contando gli sparsi, con giusta misura ed ottimo gusto disposti nelle descritte scalee, a maggior eleganza e splendore di ciascuna parte, e singolarmente nello stupendissimo atrio, arricchito di stucchi nei suoi lacunari e nel vestibolo del teatro dalla parte di terra, il (piale nel lato destro veniva decoralo da un monumento scullo in marmo carrarese dal profess. Luigi Zandomeneghi alla memoria di Carlo Goldoni ; e al lato destro da un altro ad onore del Selva. — Nel breve giro di poche lune veniva compiuta tant’ opera, e ben dice il Lecomte, che la Fenice, rinata dalle sue ceneri, doveva essere la Fenice dei teatri. B. (Teatro San Benedetto). Francesco Costa, pittore e architetto veneziano, morto nel 1773, erigeva nel 1755 questo teatro per commissione dei nobili Grimani sul fondo dei Venier. Il 5 febbrajo 1773 arse per subito incendio, e rifabbricato veniva coi disegni di Pietro Chezia figlio di Francesco, morto nel 1804, e la prima opera rappresentata al suo aprimento fu la Zoe. Acquistalo il teatro dalla famiglia Gallo molti anni or sono, pensano adesso di riordinarlo in nuova foggia, avendone dato l’incarico all’esimio archiltetlo veneziano Japelli. E ben meritava questo teatro di venire abbellito, avendo esso goduto in ogni tempo il primato dopo quello della Fenice, e prima di esso era il teatro nobile de’ Veneziani. La magnifica festa di ballo data in esso nel 1782 ai duchi del Nord, valse a farlo salire in nominanza fin d’ allora appo gli stranieri. C. ( Teatro di San Luca, ora Apollo.) Fin dal 1661 appellavasi questo teatro di S. Salvatore, e la prima opera rappresentata fu la Pasifae posta in musica dal Castrovillari. Appartiene alla vedova Vendicammo. Incendiato nel 1750, riedificossi tosto in dello anno con disegno di Pietro Chezia poc’ anzi accennato. Dopo quello di San Benedetto occupa il primo posto, e non ha molto, ristaurato con eleganza e semplicità, si è illuminato a gaz. D. ( Teatro di San Gio. Grisostomo, ora Malibran). Nel 1677 (e non nel 1667, come dicon le Guide) veniva edificato dai nepoti di Giovanni Grimani, e dicesi eretto sul fondo della casa del celebre Marco Polo, già distrutta dal fuoco. Nel 1678 si rappresentò per