■ quest’ ullinia ricordata dal Sansovino, come esistente in Sant’ Antonino, e ([ui certo tradotta quando quella chiesa divenne di questa succursale. È desiderio però, che ambe queste due tavole, dalla oscurità in cui giacciono, vengano poste a luce nel tempio. L’ultimo, ch’é il Cima, aggiunse, alla ancona di Bartolommeo Vivarini, tre brevi comparti con la istoria della Invenzione della croce, una volta decoranti l’altare della Croce medesima, come riferisce il Sansovino ; dipinse la Santa Elena e Costantino stante nell’altare medesimo, e, in fine, colorì la tavola dell’ara massima col Battista in atto di versare sul capo al Salvatore 1’ acqua lustrale, che dovea poi da lui essere santificata, e resa sacramento di salute: tavola questa del primo stile dell’ autore, e quando non al tutto avea deposta 1’ antica durezza. Di nostra scuola più adulta evvi una riputata tela di Paris Bordone coll' ultima Cena, mal creduta dal Moschini guastala dal ristauro ; vi è un Redentore di Rocco Marconi, detta dalle guide della scuola di Tiziano, quando ben si vede essere di Rocco, e dai modi, e dal tipo tutto suo, assai volle ripetuto. Vi è ancora, di Jacopo Palma juniore, entro un’ancona operala ad intagli del buon tempo, posti ad oro, Veronica che pietosamente asciuga il volto, cosperso di sudore mortale, al Nazareno avviantesi al monte infausto ; e le due tele con Cristo che terge i piedi agli Apostoli, e condotto a Pilato: e, finalmente, si veggono di Leonardo Corona, Cristo coronalo di spine, poi flagellalo, due opere di gran carattere e dipinte sui modi del Vecellio. Più a noi vicine, e per ciò di men nome, sonovi qui tele di Jacopo Maneschi, con san Giovanni Elemosinario in atto di soccorrere i poverelli, e di Francesco Maggioto, col Padre Eterno nell’alto fra alcuni cherubi e due angeli; san Bernardino in gloria, e al piano vari Santi, e il Sacrifizio di Abramo. Passeremo sotto silenzio altre opere di autori incerti, e gli affreschi di Pietro Moro, manierati e di poco effetto. Conta eziandio questa chiesa parecchie insigni reliquie. E prima 1 intero corpo del patriarca d’ Alessandria san Giovanni Elemosinano, qui recalo, secondo rapporta Andrea Dandolo, nel 1249, e come documenta il Cornaro. Questo sacro corpo, dalla cassa in