<3» 231 -H> tumulato, e disponeva in morie una vigna a beneficio di loro siluala nella parrocchia di Santa Giustina, su cui eravi eretta una chiesa dedicata a San Marco, e voleva che questa venisse ufficiata da sei religiosi dell’ istituto stesso, e ciò perché era detto nel testamento che que' frati Minori quando qui giunsero, a principio dimorarono in essa vigna. Stabilitisi quindi, non senza qualche ostacolo, «pici monaci, accrebbero in breve tempo si fattamente, che si dovette ben presto ampliare il cenobio ed erigere dai fondamenti una chiesa più capace. — Marino da IMsa, architetto in que’ tempi rozzi assai celebre, come attestano gli Annali Pisani, ne offriva il disegno, senza però che atterrata venisse la vecchia chiesetta, che fu conservata lino alla sopprcssion «lei cenobio accaduta nel 1810.—11 motivo per cui veniva essa serbata, era per la comune tradizione volente avere ivi pernottato 1’ evangelista Marco reduce d’ Aquileja. assalito da fiera burrasca. Ciò narra il Dandolo nella sua Cronaca, aggiungendo avere un angelo rincorato I’ Evangelista dicendogli : Pace sia roti le, o Marco; qui riposerà il tuo corjM, ed una ci/là che su queste lagune dovrà sorgere li dirà suo protettore. Per questo appunto i padri nostri posero nel libro dell’ Evangelista patrono la leggenda : Par libi, Marce. E perciò, come attesta il Sabelico, portavansi qui ogni anno il doge e il senato a visitare questa antica chiesa. — Più e più, coll’ andare degli anni, augumcntavasi il novero de’ frati, e tanto che, nel H22, ebber mestieri di fabbricare un altro cenobio a San Giobbe. L’ edificio eretto da Marino da Pisa, convien dire non fosse costrutto con molla solidità, poiché nel principio del secolo XVI minacciava rovina, ed obbligò a divisare l’erezione di un nuovo tempio in ¡spazio vieppiù dilatato c di più magnifica struttura, commettendone il disegno a Jacopo Sansovino. Fu posta la prima pietra il dì la agosto del 153U coll’intervento del doge Andrea Grilli, che avea molta venerazione pei frati Minori ; c ciò consta dalla medaglia coniata da Andrea Spinelli per sotterrarla ne’fondamenti, pubblicata dal Cornare e poscia nelle Venete Fabbriche.— lncominciavan già a sorgere da terra il presbiterio ed il coro, allorché nacque discre-