uno sulle fondamente nuove, detto de’Santi Gio. e Paolo, fabbricato di tavole da Gio. Grimani : un altro eretto dal Grimani medesimo a San Samuele : uno a San Silvestro e l’altro a San Gassiano. — Il più antico però era quest’ultimo, surrogato poi da un altro nella contrada stessa, come dal Gallicciolli s’ impara; il quale arse nel 1629, e fu rifabbricato ed edificato poi nel 1763 dall’architetto Bognolo. Questo teatro apparteneva alla famiglia Tron. Un altro teatro fu fabbricato dal Palladio alla Carità, che arse anche questo con quella fabbrica, di cui parleremo, ove della regia Accademia. Altro teatro esisteva nel 1649 a Santi Apostoli, in calle dei Proverbi, e un altro nel 1651 a Sant’Apollinare, in corte Petriana, poi distrutto. All’anno medesimo troviamo un altro teatro ai Saloni, che vediamo durato fin al 1689. Di quello a Sant’Angelo troviamo memoria nel 1676, distrutto poi non son molli anni, e del quale rimangono ancora visibili tracce. Nel 1679 ne troviamo un altro in Cannaregio presso il portico scuro a San Giobbe, nel 1700 distrutto. Nel 1729 a Santa Margherita, e precisamente in campo ai Carmini, s’ aprì un nuovo teatro, durato tre anni. Finalmente, all’anno 1640 abbiamo notizie del teatrino a San Moisè, era de’Giustiniani, durato fin al 1818. — Queste brevi notizie diamo intorno ai teatri in Venezia non più esistenti. Passeremo adesso a dar quelle intorno gli attuali teatri. A. (La Fenice ). Una nobile Società, proprietaria in prima del teatro San Benedetto, s’ accinse ad erigerne un nuovo sopra fondi da essa acquistati nelle contrade di Sant’ Angelo e di Santa Maria Zobenigo ; e perciò fare, pubblicava, il dì 1 novembre 1789, un programma d’invito agli architetti sì stranieri che nazionali. Destinava quindi tre uomini reputatissimi per sapere, ed erano Simeone Stratico, padre d. Benedetto Buratti, eli. r. Somasco, e Francesco Fontanesi, acciocché, prese in accuratissimo esame le opere prodotte, ne pronunziassero sentenza. Essi preferirono concordemente il disegno offerto da Antonio Selva. Pure questa fabbrica fu soggetto di molte contese, il ludibrio di tante censure, lo scopo d’ infinite persecuzioni ; ma il giudizio di que’ sapienti prevalse, e venne dappoi