<3* 25 ••£=- musaico, e precisamente ove negli altri archi si apre una finestra, vedesi invece la figura del vescovo san Nicolao, condotta pure a musaico, e recante il nome dell’ artefice Ettore Loeatelli. — I sei tabernacoli, che dividono gli archi, sorretti sono da quattro colonne isolate, e per entro ad essi s’ ergon le statue degli Evangelisti, della Vergine e dell’ Angelo che la annunzia madre di Dio. — L’ arco massimo sopra la finestra porta nel mezzo a un campo azzurro, " maravigliò ¡1 Giustiniano di ciò, nè sapendo la causa di così subito affronto, gli ne fece « moto, à che egli rispose. Eh non vedete voi, che Christo la sù nella principal vostra w Chiesa, et sù la vostra piazza hà rizzato la trionfante bandiera nostra, come certo se-n gno, che noi qui habbiamo di corto à signoreggiare ? Rise à queste parole il Giusti-« niano, et fingendo di non bavere intorno à ciò il pensiero, trasportò il parlare ad altra r> materia ; et indi fatto di cenno bellamente ad uno suo fidatissimo, et diligente servi-•n tore, che se gli accostasse, gli impose, che secretamente, et di subito andasse à ritrovar « uno de' mastri in mosaico, salariati della Chiesa, che sono quattro, come in altro luo-« go si dirà, et in queir istante facesse, che levata via la croce rossa dalla bandiera sud-« detta, vi ponesse, ò dipingesse in mosaico un San IVI arco in leone; et che tantosto * che ciò finito fosse, corresse à darne à lui notitia sù nel collegio; ma che in que-« sto non mancasse «li usar ogni esquisila diligenza per farlo, et tosto, et bene. Obedì * Paccorto servitore, et finita in breve tempo l’opra, andò subito a farne moto al pa- * trone, che su in collegio haveva con diverse nuove proposte, et inventioni ritardata » la partenza dello Ambasciatore : onde ciò inteso, senza dir altro permise ch’egli si li-w cenziasse ; et cosi con lui avviatosi per accompagnarlo, dove lo haveva già da prima -» levato, se ne venne giù di collegio. Pervenuti nella piazza, et vedendo, che il popolo « ( il quale ignaro di quanto significar volesse lo haversi così d1 improvviso, ov’era la r» Croce, depinto nella bandiera il S. Marco slava tuttavia rimirando su all’alto, chi una, r> et chi un’ altra sa discorrendo) si voltò anco il Giustiniano, et alzati gli occhi, disse, r* ridendo, verso I’ ambasciatore. Potete ben credere hora fermamente, ò Signore, che i « Genovesi habbiano allatto perduta ogni speranza di poter in tempo alcuno aver mai « signoria in queste parti : et che ciò sia vero, guardate ad alto, et vedete, che Christo, « per muovervi totalmente da essa speranza, nell' animo vostro conseguita, ha mutata w l’Insegna, et in vece della vostra Croce ha levato il Leone alato, figurato per S. Marco, w che è l’impresa invincibile, et gloriosa di noi Venetiani ; et così dicendo gli mostrò il r> Leone nella bandiera, pur novellamente fatto : ( qual pur fino al dì d’ hoggi si vede ), « di che restando V ambasciatore molto affrontato, et senza risponder altro, continuò il * suo viaggio, maravigliatosi sopra modo della prontezza et prestezza del Giustiniano nel » risolvere, et cangiar la proposta da lui, con tanto suo contento già da prima promossa. * Altri vogliono, che invitato l’Ambasciatore dal Doge ad udir Messa cantata in S. Marco r> in un certo giorno solenne, nell’andar in chiesa occorresse il detto fatto tra il doge et » T Ambasciatore, et che il Doge fatto fare il S. Marco, in tanto che si cantasse Messa, * desse poi neli’ascir di Chiesa all’ambasciatore la predetta risposta. ■» Stringa, Descrizione della Chiesa di S. Marco, pag. 5 e seguenti. vol. n, p. il 4