o* 359 «o Stanze del bibliotecario. Sono due, la prima delle quali amicamente serviva a luogo comune, e la seconda cavata fu dalla quarta sala appellata dell’ armamento del consiglio de’ X. Quella serve adesso al vice-bibliotecario ed all’ assistente, e fornita si trova all’intorno con ¡scaffali di noce contenenti libri alquanto rari: e questa, che meglio potrebbesi appellar sala, è pure fornita da un doppio ordine di scaffali diviso da elegante ringhiera, e ne’ (piali si conservano i codici e le opere più preziose. Il soffitto magnifico, non ha molto costrutto con disegno alla ducale e con rosoni di rilievo, porta nel mezzo il famoso dipinto di Paolo esprimente 1’ Adorazione dei Magi, che anticamente ammiravasi nella chiesa di San Nicolò dei Frari. Sala del maggior consiglio. E questa la più vasta e la più ricca sala, com’ è di ragione, del ducale palazzo, e una delle maggiori che, si conoscano in Europa. Lunga piedi 154, larga 75 ed alta 45, offre uno spettacolo veramente sublime. Tutto qui parla delle gesta illustri degli avi ; e mille memorie questo luogo ridesta della passata grandezza. I più insigni pittori di ogni età esercitarono l’ingegno e la mano ad ornarla. Prima i Vivarini, i Pisanello, i Guaricnto; poi i Bellini, Tiziano, Lazzaro Sebastiani, Paolo Veronese e il Tin-toretto. Incendiate quelle opere miracolose, ancora Paolo e Tinto-retto operarono, non gli altri che passati erano a vita migliore, perito il massimo Vccellio dal diro morbo. Sostituironsi a’morti gli altri parecchi, come diremo in appresso, le di cui opere, cinte allo intorno di cornici operose e dorate, accrescono magnificenza. — Il lato destro e parte della testa coperti sono con dodici dipinti mostranti la venuta a Venezia di papa Alessandro 111, gli onori e gli ajuti che ricevè, la vittoria conseguila da nostri sopra il nemico suo il Barbarossa ; la pace conchiusa, e la gratitudine dimostrata dal pontefice a noi : tele queste colorile dagli eredi di Paolo, dai Ras-sani, dai due Tintoretto, dal Vicentino, dal Palma, dallo Zuccari, dal Gambarato e da Giulio dal Moro. — Paolo Vtronese operava di fronte al trono il ritorno da Chioggia del doge Andrea Contanni dopo aver domate le forze della rivale Liguria. —L'altro lato ed