■ ristaurata a’tempi suoi, sulla forma della cuba di mezzo di San Marco ; la quale ultima sendo stata ristaurata dal Sansovino, pare che il figlio, così dicendo, voglia accennare il genitor suo, siccome architetto ristauratore anche della chiesa in discorso. La quale, sia per la interna distribuzione che per la esterna facciata, è commendevolissima; mostrando quella semplicità caratteristica che riscontrasi nelle opere de’ Lombardi, perchè appunto, e pel giudizio del Temanza, e per questo suo carattere la reputiamo opera di Pietro. Essa è a una sola navata a crociera con tribuna nel fondo, posta in mezzo a due cappelle minori. Nella facciata crediamo abbia posta mano il Sansovino, vedendosi nelle generali modi-nature più la mano di Jacopo che quella di Pietro. — A’ tempi del Martinioni, continuatore del Sansovino, d’oscura ch’era, venne questa chiesa resa più illuminata, mediante 1 apertura di varie mezze lune. Varie opere di pittura assai Iodate qui vi sono; ma invano cercherebbe il forasticro quella tavola di fino argento clic decorava 1’ ara maggiore, composta di ventun pezzo di basso-rilievo, con la passione dell’Uom-Dio; lavoro bizantino, del quale parla il Sansovino citato. Essa tavola fu compresa nello spoglio iniquissimo degli iniquissimi invasori. Pi •ia di accennar le pitture, vogliamo far nota del gentile altare che primo s’incontra entrando, ove Lorenzo Bregno prese a scolpire, e Antonio Minello pose a fine, i tre simulacri dei santi Andrea, Pietro e Paolo; lavoro di molto conto, sia per la espressione clic per la sedulità del ferro con cui sono operati. Così pure degno è di nota 1’ altare a destra del maggiore, ricco di marmi intagliati secondo il gusto del tempo in cui fu lavorato, cioè del 1687. Bello pure è l’altro altare a sinistra, qui portato dalla soppressa chiesa di Santa Maria Maggiore, toltovi quello barocco del Crocifisso, che mal vi stava. E magnifico è pure 1’ altare della Vergine eretto sul finire del secolo XVI. Ma parlando delle pitture, Vincenzo Catena, per primo, lasciava qui l’opera sua più commendata nella tavola di santa Cristina.