«=3» 274 «SS- il merigge ed il tramonto di questo astro della pittura apertamente si scorge nel suo vero lume, per cui, chi volesse formarsi un’ idea dei vari modi e stili usati dal Vecellio nella lunga sua vita, non ha che a visitar questo tempio. Nella sagrestia è la prima tavola di Tiziano da lui condotta ancor giovanissimo, in cui è figurato san Marco sedente nell allo, e nel piano quinci i santi Sebastiano e Rocco, e quindi i divi Cosma e Damiano. Dice lo Zanetti, che opera di Tiziano più diligente di questa non evvi in pubblico, nè molte cose cosi dipinse. E agevole però a credersi eh’ egli tosto passasse ai modi di maggior carattere, come più confacenti alla grandezza del genio suo, e più propri de’ lati luoghi, in cui fu egli chiamalo a dipingere. Ma se qui s’ ammirò Tiziano ancor giovane, Io si ammirerà nella sagrestia medesima fatto grande e potente nei tre soffitti spri-menti 1’ uccisione d’ Abele, il sacrifizio d’Abramo e la vittoria di Davidde sopra Golia. Tutta in essi è raccolta la sublimità del suo stile : quindi scienza del sotto in sù, disegno, profondità di anatomia, espressione, colore. Chi non vede le tre opere di cui parliamo, non può farsi una giusta idea di questoem ulo della natura, mentre, oltre le doti indicate, spicca una profondità di dottrina nella diversità dei caratteri in queste istorie introdotti, da far noto quale e quanta conoscenza avea il Vecellio dell’ uman cuore. A veder poi Tiziano già fatto vecchio, ma non sì tanto d’ aver d’ uopo di tornar co’ pennelli sulle proprie opere, come praticava in età più senile, convien recarsi dalla sagrestia al coro, e da questo nel tempio. Nel primo, sonvi nel soppalco otto rotondi con gli Evangelisti e i quattro massimi Dottori della Chiesa latina, belle figure di grande rilievo. Rappresentò sè stesso in Matteo, mettendosi nella mano il pennello anziché la penna. Nel secondo evvi la tavola con la discesa del santo Paraclito da lui dipinta nel 1541, il settantaquattresimo anno dell’ età sua. In sì bella invenzione, teste di nobil carattere, espressioni naturali e colore robusto si nolano, dicendo il Vasari eli’ ebbe Tiziano a rifar quest’ opera, per essersi guasta la prima.