455 *s> primi anni del secolo XVI. Elegante e non meno ricco è il prospetto disposto in tre ordini, dorico, ionico e corintio, con poggiuoli di singolare carattere nei modiglioni e nel traforo dei parapetti. Male che non siasi conservala 1’ euritmia ; che la parte principale non cade nel centro. Non ¡sconviene forse però nella medietà della fronte quella aggiunta supcriore d’ una stanza decorata con due finestre, di egual carattere degli altri ordini, la qual forma quasi frontispizio al corpo principale, ove son praticati i veroni. Rimangono ancora, fra le antiche decorazioni, qualche non ¡spregevole dipinto di Antonio Zane hi, di Gian Carlo Loth, di Federico Cervelli, di Gregorio Lazzarini c di qualche altro ; e due busti di marmo coi ritratti di due de’ Ruzzini antichi proprietari del palazzo. LXXIV. I QUATTRO PALAZZI OKI MOCENIGO, il primo Ora CHARMET ( San Samuele, sul canal grande ). Il Coronelli mal attribuì queste fabbriche al Palladio. 11 Sansovino le chiama memorabili e di gran corpo, e certo intendeva de’ due ai lati. Quello alla destra, di marmo d’ Istria, nel suo stile grandioso ricorda lo stile d’ Alessandro Fittoria. Entro s’ ammira il magnifico arco di stile lombardo prospettante il cortile, nel mezzo del quale sorge la cisterna con cinta affatto lombarda portante lo stemma dei Bembo-Gheltof, antichi signori dell’ edifizio. — L’ altro palazzo a manca, nel primo e nel secondo piano, ha colonne di pietra d’Istria d’ ordine toscano. In ciò traspare la scuola di Baldassare Longhena, o meglio del Benoni. Quanto all' interno serba alcune vestigie di gotico stile ne’ fori del cortile e nella cinta della cisterna. — Posteriori ai suddcscritti edi-fizi sono gli altri due nel centro che marcano il decadimento del-l’arte, i quali, per testamento di Giovanni Mocenigo del 1579, dove-vansi compiere. Marlinioni li dice di mirabile architettura e di ornamenti vaghissimi, alludendo agli affreschi di mani maestre. Benedetto Caliari, dice il Boschini, aveva dipinto all’ esterno a chiaroscuro vari fatti romani con fregi, putti ed animali, e Giuseppe Ala-bardi, detto Schioppi, i chiaroscuri sopra l’approdo. Pur del Caliari sono le pitture del cortile, verdeggiante d’ antichi gelsi recati dal-1' orto del palazzo Vivarini in Murano ; e sono pregiali alcuni busti