<3* 201 <>ft> del santo patriarca Giuseppe, domandavano la permissione al senato di poter erigere un tempio sotto la di lui invocazione. Pertanto, il dì 25 giugno del 1512, accordava il senato la erezione della chiesa e di un cenobio di monache, al mantenimento delle (piali assegnati vennero, de’beni spettanti al fisco, ducali 400 d’annua rendita. Venule due monache agostiniane da Verona per fondare il nuovo cenobio, ed operato quanto era in loro pel miglior modo, procedevano non pertanto le fabbriche assai lentamente, a cagion delle guerre da cui era in quel tempo desolato lo Stato. Se non che, inslituitasi una pia confraternita, nel 1530, affine di raccogliere elemosine appunto per poter compiere le fabbriche dette, queste toccarono in poco tempo la line, come cc lo attesta il Sansovino, e non, come altri affermarono, nel 1643. In quest’ultimo anno non fu che conségrala la cappella maggiore, la quale veniva rifatta dalla pietà di Girolamo Grimani, non costrutta contemporaneamente alla chiesa, come dice il Cornat o; dalla (piale confusione nacque appunto 1’ errore. Le monache Agostiniane poi, che prime abitarono il cenobio, diedero luogo nel 1801 alle religiose Salesiane, fuggite qui dalle rivoluzioni di Francia, e fattesi poi benemerite per la fiorila educazione che porgono alle nobili fanciulle clic vengono loro affidate. Semplicissimo è lo stile d’ architettura impiegato sì entro che fuori della chiesa che descriviamo, la quale conta poi alquanti buoni lavori in ¡scultura e in pittura. Fra’primi vedremo intanlo sulla esterna porta d’ingresso un alto rilievo di Giulio dal Moro, con l’Adorazione de’Magi, il (piale, appunto per essere di troppo allo rilievo, non sempre riesce di buono effetto, e principalmente quando il lume è contrario. NeU’interno vi sono due sepolcrali monumenti da noi compresi nella Collezione più volle citata. 11 primo, colossale e magnifico, s’innalza ad onore del doge Marin Grimani e della sposa sua, ed è architettura di Vincenzo Scumozzi, che accusa però l’arte inchinantesi al manierismo, troppo essendo caricalo di ornamenti. I basso-rilievi di bronzo, le statue e gli intagli si lavorarono da Girolamo Campagna. Il secondo vol. u, p. li. 26