506 «o E di architettura tra greca, barbara ed arabica, e la storia dell’ arte può giovarsene come d’uno de’monumenti più singolari ed insigni. Un’ iscrizione a mezzo il pavimento la dice opera del 1140. Sono in essa eziandio pitture notabili, tra cui una di Lazzaro Sebastiani. Al di fuori possono aversi per una rarità gli archi della cappella maggiore, che mostrano un composto architettonico assai curioso. La chiesa di San Salvatore, la più antica dell’ isola, che volevasi eretta a mezzo il secolo V, e fu ristorala nel XVIII, rimase dopo il 1810 distrutta. Quella di Santa Maria degli Angeli, edificata nel 1187, avea contiguo un monastero, che fino al 1810 fu tenuto dalle Agostiniane. Ora sono da vedere in essa quadri del Pordenone, dell’ Aliense e d’ altri, e soprattutto il celebre soffitto del Pennacchi. Più altre chiese e monasteri potrebbonsi ricordare famosi in antico, e di alcuni de’quali appariscono tuttora gli avanzi, ma bastino i fin qui annoverati. Solo non possiamo tacere di San Cipriano, che sarebbe isoletta, se non fosse congiunta a Murano per breve e privalo passaggio poco stante da San Pietro. Ordelafo Faliero trasferì qui 1’ abbazia di San Cipriano dal primo Malamocco vicino a sommergersi. La cronaca di Andrea Dandolo fa risalire la costruzione della chiesa fino ai tempi di Giovanni Partecipazio, cioè all’ anno 881, poi fu ricostrutta nel 1109, poi nel 1605. Il convento fu prima tenuto da’ Benedettini, quindi dai Somaschi, qual collegio pe’chierici veneziani, e in questa condizione durò fino agli ultimi tempi. Da questo collegio non pochi passarono a sedie episcopali o a cattedre illustri. Ora ogni cosa è deserta ; solo ci giovi sapere, che parte dei monumenti che formarono 1’ ornamento di San Cipriano furono trasferiti in Venezia nel seminario della Salute. La popolazione di Murano vuoisi ascendesse in antico fino a 50000 abitanti, ora è di 4558. 11 comune ha di rendita annua patrimoniale lire 21081,90, di spesa 18455,97. La superficie in pertiche metriche e censuarie si computa 7865,55 ; e la cifra della rendita imponibile secondo il nuovo estimo è di lire 54161,24. Dodici sono attualmente le officine vetrarie, otto delle quali lavorano in canna, smalti e conterie, le altre quattro in lastre, bottiglie e cristalli, lavori che dicon