I <&■ 92 ~o=* artista : bei gruppi, carni vere, lumi ed ombre ottimamente disposte ed accomodale. Ma Jacopo Palma juniore più d’ogni altro ba <{ui opere del suo pennello, in alcuna delle quali, e principalmente nelle tre prime, mostrò quanto valesse. Diciannove sono esse, e figurano : 1." il levila Lorenzo, che mostra a Yaleriano di aver dato a’ poveri i tesori della Chiesa ; 2.“ il Martirio di esso Santo; 3.° l’O-razione all’ Orto; 4.“ il Battesimo del Salvatore, attribuito dal San-sovino a Jacopo Tinlorelto; 5." la Madre Vergine coi santi Jacopo, Silvestro e Marco, e il ritratto di Giammaria da Ponte, parroco di chiesa dal 15G7 al 1G06 ; 6.° Cristo portato al sepolcro; 7.“ lo Stesso che va al Calvario ; 8." lo Stesso riposto nel monumento ; 9.° al 13. l’lnslituzione dell’Eucaristia, ed i quattro Evangelisti (queste cinque pitture sono collocale nel soffitto della sacrestia); 14." Elia soccorso dall’Angelo; la. la Manna nel deserto; 16.° il Serpente di bronzo; 17.’Faraone sommerso nell’Eritreo; 18.“ l’Agnel- lo pasquale; 19.° la Moltiplicazione de’ pani e de’ pesci. L’ amoroso pennello di Alessandro Varoltari, detto, dalla patria il Padovanino, dipingeva i quattro Evangelisti, ne’ peducci della cupola nella cappella del Sacramento. Finalmente, lasciando di accennare le pitture degli ultimi tempi, additeremo una Cena in Emaus, reputata della scuola del vecchio Palma, un Ecce Homo di Giulio dui Moro; e la tavola dell’ara maggiore sprimente il titolare, opera recente di Gaetano Astolfoni. Le principali reliquie che qui si venerano, sono il corpo di san Leonardo martire, e un osso della vergine e martire santa Agnese. Fra i piovani che ressero questa chiesa, contasi Marco de’Gus-mieri, celebre giurisperito e notajo, il quale fu assunto alla sede vescovile di Napoli di Romania, e mori in Venezia li 3 novembre 1!»76. IV. Anno 1246. Tempio oe’ ss. Gio. e Paolo, prima de Domenicani,ora parrocchia.{S. di C.J 11 Domenicano Malvenda,storico dell’ordine suo, lasciò scritto : essersi, nell’anno 1217, portato a Venezia san Domenico, ed ivi, per alcuni suoi pochi frali, avere ottenuto un piccolo oratorio detto allora di San Daniele, e che poscia, dopo la