<$» 495 «o nella sagrestia due di Giovan Bellini carissime. Soppressi i Cappuccini, divenne chiesa parrocchiale dell’isola; restituito quell’ordine religioso, parrocchiale fu la chiesa di Santa Eufemia. Posta questa a destra del Redentore, per chi guarda l’isola da Venezia, tiensi che la fondassero, fino dall’anno 804, le famiglie de’banditi di cui s’è a principio parlato; restaurata più volle, fu ridotta quale si vede attualmente dopo la metà del passalo secolo. È in essa una assai bella pittura di Bartolommeo Vivarini, non che altre. Nella parie opposta, cioè alla sinistra del Redentore, sono la chiesa e il conservatorio delle Zitelle. Il gesuita Benedetto Palmio, predicando a Venezia nel 1558, mostrò efficacemente il bisogno di preservare da’ pericoli la bellezza delle fanciulle povere ; di qui la chiesa e il conservatorio, quella costrutta sopra disegno dato già dal Palladio, e graziosissima. Della festa del Redentore si tocca in altro luogo di questo libro. Può considerarsi come appendice della Giudecca l’isoletta di San Biagio, che da essa era divisa in antico, c le fu congiunta con un ponte. La chiesa e l’ospizio clic vi aveano nel secolo decimo, vi si costrussero dalle famiglie Capovana, Pianiga e Agnusdei. Nel 1222 la beala Giovanna Collabo ne faceva un convento benedettino, che, restauralo ad una colla chiesa nel secolo preceduto, si mantenne fino al 1810. Negli anni 1814-1816 fu tramutalo in ospedale per le malattie contagiose che affliggevano la città. Esso convento è opera del Sanmicheli (Temanza, Vite, ec., facc. 178) ; e nella chiesa vedevansi pitture di Paris Bordone, del giovine Palma e ddl’Ingoli. San Servolo. Vuoisi da prima avesse una chiesuola intitolata a San Cristoforo (Siti pittoreschi, ec., facc. 76), poi dai Benedettini vi fossero eretti altra chiesa e convento, dedicandola a S. Servolo. Di tali Benedettini le sicure notizie cominciano coll’anno 819, fatte loro alcune donazioni dai dogi Angelo e Giustiniano Partecipazio. Ebbero quindi l’isola monache Benedettine dei Santi Basso e Leone di Malamocco, quando l’antica isola di questo nome fu occupata dal mare. Ciò nel 1109, in cui rifabbricossi il convento mercè le cure delle famiglie Galbaja e del Fianco. Dopo cinque secoli, e