FABBRICHE PUBBLICHE. I. 1 alazzo Ducale. Questa mole magnifica, maestosa ed elegante, che sopravvisse all’ urto di nove secoli ; che salvossi dal furore di parecchi incendi; che vide impeso alle sue mura, siccome traditor della patria, uno de'suoi più riputati architettori, il Calendario ; che mirò cadere un doge sotto la mannaja «lei carnefice, e ne vide incoronali da oltre quaranta sulle regali sue scalee ; che accolse Dante e Petrarca, ed eccheggiò in fine, ora alle grida di gioia del popolo tulio per le vittorie conseguite sul Trace, ed ora gemette ai lamenti dei Foscari, dei Carraresi e dei Carmagnola ; questa mole magnifica, dicevamo, sola basterebbe, se altro non fosse, a rappresentare la potenza, la gloria e lo splendore della veneziana repubblica. 11 voler dare impertanto notizia di esso in poche pagine, sia in ciò che concerne la storia della sua fabbrica, sia in quanto riguarda agli oggetti d’ arte clic lo decorano, e che tante memorie serbano delle azioni e delle virtù prische degli avi, sarebbe non tanto temerità, quanto pazzia. Laonde, avendo noi a questo solo monumento sacrala un’ intera opera, a quella rimandiamo, lauto più quanto che la più parte di coloro che intorno ad esso occuparonsi, impropriamente lo fecero, per cui ci converrebbe ad ogni passo far sosta alla