318 «3>- san Mallia; ed il quarto fece il transito della Vergine Madre. 11 vivente Lattanzio Querena, nel fiore degli anni, espresse la morte del Saverio con ottimo colore e grande effetto. Come abbiam dello a principio, molli uomini distinti ressero questa chiesa. Fra i principali annoveriamo: 1. Giovanni Polani, figlio di Pietro doge, che nel 1133 venne eletto vescovo castellano, e morì nel 1164; 2.° Jacopo Bellegno, promosso nel 1245 a primicerio di San Marco, poi nel 1255 translalo alla cattedra patriarcale di Grado, nella quale sedè soli quattro mesi, colto poi da morte immatura; 3.° Leonardo Faliero, innalzalo nel 1302 alla cattedra patriarcale di Costantinopoli, poi amministratore della chiesa arcivescovile di Candia, morto intorno il 1325; 4.° Nieolao o INicolino da Canal, promosso il 17 luglio 1342 al vescovato di Bergamo, trasferito, nel settembre dello slesso anno, all’arcivescovato di Ba-venna, e quindi, nel 1347, translalo alla cattedra arcivescovile di Patrasso, nella quale morì intorno al 1349 ; finalmente, Barto-lommeo Giera, eletto nel 1664 a vescovo di Fellre, morto il 7 aprile 1681. La torre sacra di questa chiesa è, nella forma, una delle più eleganti di Venezia, e noi crediamo averla disegnata Gio. Scalfa-rotlo, uno dei migliori architetti dello scorso secolo. LXXXI1I. Anno 1725. Chiesa dell’ arciconfratermta di san rocco. fS. di S. P.J In seguilo a quanto abbiam narrato intorno alla fabbrica dell’arciconfratermla di San Bocco (1), diamo qui le notizie succinte intorno a quella spettante alla chiesa dell’ arcicon-fralernita stessa. Innalzata questa nel 1489, minacciava di rovinare, allorché il sodalizio determinò riedificarla da’fondamenti. Acquistò imperlanlo, nel 1725, dal Capitolo di San Pantaleone una piccola parte di terreno contigua alla stessa per ingrandirla, e diede commissione dell’ opera a Gio. Scalfarotto, ordinandogli di conservare le tre cappelle superiori innalzale già da Mastro Buono. Attenendosi quindi l’induslre architetto alla datagli prescrizione, seguì con (i) Fedi n.° XXIV, anno i5i7, pag. ao3.