«=*► 290 Monsignore molle volle lodalo ; il piede sinistro di san Martino vescovo di Tours; un osso di santa Cristina martire ; un pezzo di qualche considerazione della santissima Croce; una falange del dito di san Gerardo Sagredo ; un’ altra di santo Stefano vescovo di Antiochia ; un osso di san Giovanni Crisostomo ; un articolo di dito del bealo Pietro Acotanto; pezzo di carne di san Lorenzo martire; una mascella di santa Eufemia martire; pezzo di coscia di san Basilio Magno ; osso di san Giorgio cavaliere, e, per tacer d’altre, un pezzo di braccio di san Vincenzo martire. LIX. Anno 1CC0. Chiesa di santa Teresa, una volta convento ili monache Carmelitane, ora orfanotrofio femminile, detto le Terese. (S. di D.J Maria Ferazzo, rimasta orfana dei genitori morti nella peste del 1630, seguendo i consigli del carmelitano Buonavenlura Pin-zoni, nel 1647 implorò dalla pubblica autorità la permissione d'innalzare un monastero e una chiesa ; ed appena ottenutala, soccorsa si vide con sì abbondanti limosine, da poter in breve tempo fabbricarvi capace monastero e una chiesa ; e questa intitolò alla serafica vergine santa Teresa. Dopo essere stata ordinata e riordinata la chiesa stessa più volte, finalmente nel 1660, come nota il Marti-nioni, fu ingrandita e ridotta come ora si vede. La fondatrice avea implorato, fin dal 1648, dal senato di accogliere il monastero in titolo di juspatronato, ed il senato la esaudiva, e con decreto 11 aprile del citato anno stabilì, che il doge dovesse portarsi ogni anno a visitare la chiesa il dì della santa Titolare, cangiato poi, per maggiore opportunità, in quello festivo di S. M. del Carmine, assegnato al giorno 16 luglio. Nel 1667 oltcnevan le monache la clausura, c questa ferma rimase fin al 1810, nel quale anno venne soppresso il monastero. Due anni dopo introdotte qui venivano le figlie orfane, le quali rimangono lino alla età di 18 anni, e sono alimentate ed educate civilmente. La chiesa ricca e vaga è architettura di Andrea Cominel/i ; e conta alquante opere non ¡spregevoli di pittura. Nicolo Renieri per primo qui dipingeva due tele : la tavola del maggior altare con santa Teresa iu gloria, e al basso il senatore Giovanni Moro con