o* 371 -s> regali giardini, era ad uso famigliare. Nobili sono le principali scalee, nè ve ne mancano di secondarie per rendere queste abitazioni regali e comode. Se lode si deve allo Sminuzzi pel giudizioso interno riparto, è però censurabile per avere alterato nella facciata il disegno del Sansovino, coll' aggiugnervi un terzo ordine non necessario per aumento di abitazione ai procuratori, mentre, come bene osservò il Selva, poteva egli elevare l’edificio a piacere dalla opposta parte sul rivo, che per di più è rivolta alla plaga salubre di mezzodì. Per eseguire sì mal augurato pcnsiere, non potendo convenire allo Scatnozzi 1' altezza della trabeazione ionica del Sansovino, la diminuì col rapporto di 5 a 9, provenendo da ciò la disgustosa irregolare unione di esse due fabbriche, la «piale ebbe la impudenza, come sempre, lo Sminuzzi di scrivere essersi falla senza di lui consenso. Ma allo Sminuzzi era lutto facile e lecito laddove trattavasi di orgoglio : e questa è una nuova pruova di sua falsità, olire a quella del ponte di Rivoalto, da lui promulgalo in-venzion sua. Satuovino sapeva clic la fabbrica da lui disegnala della libreria dovea continuare per tutta la linea della piazza, e quindi ebbe in vista di pareggiarla in altezza a quella delle vecchie procurate, il che avrebbe prodotto una conveniente e gradevole regolarità, ed una più proporzionata altezza colla media larghezza della piazza. Ren dice ancora il Selva, non potersi ¡scusare Sminuzzi per 1’ aggiunta di questo terzo ordine, la quale ascriverla non si può che al solo orgoglio di lui, che non volca essere imitatore servile del disegno altrui. Esaminando però questa fronte isolata, convien confessare riconoscersi in essa il valente architetto, perche di mollo merito è il suo terzo ordine corintio, e bellissime le finestre in esso frapposte. Smmozzi condusse questa fabbrica sua fin al decimo arco, il clic si ravvisa dalla mancanza dopo questo di statue allegoriche sui frontispizi delle finestre del terzo ordine. Quindi condotta l’opera a più riprese in tempi diversi e da vari architetti, Ira i quali da Btildassare Longhena marca questa fabbrica il declinare continuo del gusto, quantunque euritmia e simmetria sieno sempre eguali. È lunga quest’ ala maggiore da un capo all allro della piazza