-=s» 276 «e> Cordella ; un San Paolo del Lotto ; il Nazareno di Jacopo ila Valesa, e in fine varie altre di qualche nome. A questi dipinti pregievolissimi aggiunger pure si debbono ancora quelle altre opere già esistenti, ma dal Moschini riordinate, e taluna anche riparata dai guasti dell’ età. Sono queste una Vergine del Sassoferrato ; Sansone e Giona, grandi figure, del giovane Palma ; la tavola dell’ altare con Maria della Salute, bella opera del Padoanino ; la mezza luna che slava sull’ urna del doge Francesco Dandolo, dipinta nel 1338, e in fine il San Sebastiano, comunemente attribuito al Basaiti, tela stupenda da noi illustrata. Nell’ andito di questa sagrestia e nell’ altra minore vicina stanno i dipinti cominendevolissimi figuranti Cristo risorto di stil giorgio-nesco ; la Visita a un monastero del Fasolo ; san Francesco meditante, di Pietro Vecchia; Maria con i santi Antonio e Francesco, del Liberi; la deposizione del Brusasorci; i quattro Evangelisti condotti dal Servi, dal Lipparini, da Darif e dal Rizzardini, ed il soffitto con Cristo risorto di Lattanzio Querena. Oltre a queste opere di pennello avvene alcun’altra di scultura. Tali sono alcuni modelli del Xaiulomeneghi, e un Cristo deposlo, creduto opera del Dentone. Il coro poi, che vedemmo ornato nel soppalco degli stupendi lavori del Vecellio e del Snlviati, si abbellisce ancora coi ben operali sedili, sculti in noce, che servivano ai monaci per recitare gli uffici divini. Ma procedendo a dire alcun che sulle opere esistenti nel tempio, notare faremo che, oltre la tavola del Vecellio, ogni aliare si abbella di una tela distinta. Tre accolgono altrettante opere di Luca Giordano, nelle quali si mostrò grande, e non amico della fretta, come fu taccialo. Figura la prima la Presentazione di Maria al Tempio, lavoro copioso, ben disegnato e colorito, e nel quale il giuoco della luce è trattato da grande maestro, e da non invidiar alcuno dei più famosi di qualsiasi scuola. La seconda offre I’ Assunzione; la terza la Nascita di Maria, nella qual ultima lo slesso studio, la medesima diligenza riscontransi nella già notata della Presentazione.