LVI. Palazzo da pome (S. Maurizio, in calle del dose). L’autore di questa opera colossale fu Jacopo Sansovino. L’ architettura greco-romana scorgesi graziosa e gentile, non licenziosa, ma corretta piuttosto negli ornati in cui faceva Sansovino grand’ uso d’ ordini, e specialmente del dorico e del composito, intagliava le membra delle cornici, nò trascurava le poche volte nell’ ionico la forma dei capitelli particolare ai Romani. Visibilissimi restano nella facciata i vestigi degli affreschi, secondo dice il Boschini, di Giulio Cesare detto Lombardo cognominato Procaccino.— Questo palazzo, arso nel 1801, in gran parte venne ristabilito dal Selva. Nobile è 1’ atrio, di marmi pregiati sono i contorni delle interne porte. Delle pitture numerose sussiste un soffitto di Vincenzo Guarannu. LVII. Palazzo era dei coccin a, poi tiepolo, ora comello (San Silvestro, sul canal grande). Non arrischia gran fatto il giudizio chi dice, poter essere questo edifizio architettato dal Sansovino, o di alcuno seguace di quella scuola. Viene dicendo ciò 1’ ordinamento della facciata disposta in tre ordini, toscano, dorico, corintio ; lo dice lo stile delle finestre, le membrature ed altre interne parti. Accusano piuttosto la mano di uno scolare, i poggiuoli e gli ornamenti che contornano le finestre praticate nel fregio, ed altre trascurate avvertenze e proporzioni non armoniche al tutto. Maestose e comode sono le diverse scalee, signorile l’atrio d’ingresso; nobilissima la gran sala, e tutto l’interno generalmente conserva l’antica sua integrità, ottenendo la fabbrica tutta un accurato ristauro, lor-quando passò in proprietà dell’egregio sig. Valentino Comello. LVIII. Palazzo era fontana, poi rf.cii, adesso bregainze (San Felice, sul canal grande). Ebbe principio questa fabbrica dopo la metà del sesto decimo secolo, e molti anni si stette per condurla al suo termine. Ciò risulta da un atto mortuario del 1640 di Andrea Fontana, secondo ne dice il di lui tardo nepote Gianjacopo. Il Martinoni lo ricorda come grande e di bella forma ; ma lo stile, sebben marca la scuola del Sansovino, non è in tutte parti lodevole; principalmente nella distribuzione dei fori,nei veroni, nelle proporzioni archi-tettoniche e ne’ modini. Ricco è l’ingresso sorretto da colonne,