O 161 sa essere stati primi abitatori del vicino cenobio i religiosi con vulgar nome appellati Sacchiti o Sacchini, nome a lor derivato dalla veste indossata a guisa di sacco. Soppresso quell’ ordine dal concilio lionese nel 1274, fece acquisto del cenobio il pio mercatante veneziano Giovanni Bianco, il quale si questo clic la propria casa vicina concesse in libero dono a Bortololta Giustiniani, figlia di quel Nicolò, clic, monaco essendo in San Nicolò del Lido, ottenne dispensa per potersi ammogliare, come ammogliossi, con Anna Michieli, affinché non rimanesse estinta 1 illustre sua prosapia. Bortolotta adunque qui raccolse, sotto la regola di sant’Agostino, parecchie monache : ed il cenobio vieppiù prosperò coll' andare degli anni, finché, nel 1807, incorporate le religiose con quelle di Sant' Alvise, fu questo monastero ridotto a pubblico Liceo-convitto, e data la chiesa a solo uso di esso. Alquanti ristauri ebbe, é vero, nel corso de’ tempi, ma non in modo però che tuttavia non rimangano parecchie traode della sua vetustà. Nullo stile preciso offre pertanto la chiesa, nuova ragione per indurci ad assegnarla alla età di cui ci occupiamo. Si adorna poi di molte pitture spettanti alle varie età della scuola nostra, parecchie delle »piali non meritevoli di qui venir ricordale. Fra le antiche vi sono un Santo Agostino della maniera de’ Vkarini, e una Vergine voluta di Giovanni Rollino. L’ Angelo custode con Tobia, dal Hidolfi si dice opera di Tiziano, dal Iioschi-ni lavoro di Santo Ziujo ; e lo Zanetti non sa decidersi se sia dol-1' uno o dell’ altro. Certo che le massime del principe della scuola nostra si veggono ; c siccome ricorda mollo questa composizione quella col soggetto medesimo esistente in San Marziale, pare piuttosto sia pur questa opera del Vecellio, svelandolo sopra tulio la verità del paese e la robustezza delle tinte. — Ma la tela più splendida che vanti questo tempio è la tavola del maggior aliare con le ^mistiche nozze della Titolare, opera insigne di Paolo Veronese, e delle più rispettale dal tempo. Qui in fatti si apre una scena tutta di cielo, e nella quale vivi e veri sembrano gli angeli giù calati a festeggiare 1’ unione celeste di Caterina col Pargolo eccelso. Qual VOL. II, P. II.