Anno MDXLI. 2.67 non inimicarfi il Papa. Intanto Carlo Auguflo dalla Fiandra pafsò in Germania; per quetar, fé potea , i torbidi funeftiffimi della Religione, e per difporre un buon argine alla guerra, che veniva minacciata dal Sultano de’Turchi all’Ungheria. Per conto della Religione niun vantaggio fé ne ricavò. Fece nuove premure il Legato Pontifi-zio per la celebrazione di un Concilio Generale, defiderato fomma-mente anche dall’Imperadore ; ma perchè inforfero dil'crepanze intorno al Luogo, bramandolo il Papa in Italia, e gli altri in Germania , intorno a quefto importante punto nulla per allora fi conchiufe. Quanto all’ Ungheria, mandò bensì il Re Ferdinando l’efercito Tuo all’ attedio di Buda, occupata dalla Regina Vedova del fu Re Giovanni, ma ne riportò una confiderabil rotta dall’Armata di Solimano, che in perfona accorfe colà, ed appretto- s’ impadronì della {tetta Città di Buda, Capitale di quel Regno. Ora l’lmperador Carlo , tuttoché pareffe necettaria la prefenza Tua in quelle parti, ergendola i bifogni della Criftianità, cotanto malmenata da i Turchi: pure, iìccome avido di gloria, avendo difegnato un’ altra imprefa, s’incamminò alla volta d’Italia. Cioè s’era metto in a-nimo di far guerra ad Algieri, gran nido di Corfari, e fede del for-midabil Barbaroffa , che tenea tanto inquiete le cotte del Mediterraneo Criitiano , e mattimamente la Spagna. A quefto fine aveva egli approntata una poderofiflima Flotta in Ifpagna e in Italia fotto il comando di Andrea Dona. Calò dunque Cefare nel Mefe d’Agofto a Trento, dove fu ad inchinarlo il Marchefe del Vajìo colla Nobiltà Milanefe, e comparve ancora a fargli riverenza Ercole li. Duca di Ferrara, ed Ottavio Farnefe Duca di Camerino. Pattato a Milano , fu in quella Città accolto con ogni poffibil onore e magnificenza. Altrettanto fecero i Genovefi, allorché pervenne alla loro Città. Eraiì già concertato un abboccamento da tenerfi tra il Papa ed etto Augufto in Lucca; però il Pontefice fi motte da Roma nel dì 27. di Settembre, fenza far ca-fo de’ Medici, che gli fconfigliavano quefto viaggio per li pericolofi caldi della ftagione , e per la fua troppo avanzata età. Ma prevalfe in lui la premura di levar le difficultà inforte pel Concilio Generale , e d’ impedire una nuova guerra , che già fi prefentiva averfi a dettare dal Ri Francefco contra d’etto Imperadore. Imperocché manipolando Tempre il Re Franzefe le maniere di fminuire la potenza Auftriaca, e mantenendo perciò non fenza difcredito fuo una ftretta corrifpondenza ed amicizia con Solimano lmperador de’Turchi, avea nel precedente Luglio metti in viaggio due fuoi Oratori alla Porta Ottomana, cioè Antonio Rtnzone Spagauolo, che bandito dalla Patria, era pattato molto tem-