i68 Annali d’ Italia.4 tempo prima al fuo fervigio , ed inviato a Coftantinopoli era flato ben veduto dal Sultano . Di coflui e delle Tue trame in Venezia, parlammo di Copra . Il Rincone adunque con Cefare Fregofo, confidando nella Tregua, che tuttavia durava fra Carlo V. e Francefco I. venuto in Italia s’imbarcò fui Fiume Pò, meditando di pallare a Venezia. Per quanto gli dicefle il Fregofo, che trovandofì egli dichiarato ribello dell’ Impcradore , non era comprefo nella Tregua , e poter lenza pena ef-fere fecondo le Leggi uccilo da chicheffia : pure fi oflinò in quel viaggio . Arrivati che furono il Rincone e il Fregofo alla sboccatura del Ticino, eccoti fopragiugnere gente incognita in barca , che li colfe a-mendue, e poi li trucidò. Fortunatamente un’altra barca, dove era il Segretario del Rincone colle iltruzioni, fi falvò a Piacenza. A tale avvilo montò nelle furie il Re Francefco , e imputando al Marchefe del Vailo la lor cattura e morte, pretefe rotta la tregua, e contravenuto al diritto delie genti. Arrivo’nel dì otto di Settembre Papa Paolo a Lucca,'e nel dì. dieci vi fece la fua entrata anche 1 ’ Augufto Carlo, che tenne poi varie conferenze colla Santità fua. Offerva il Segni, che Carlo portava una cappa di panno nero, un faio fìmile fenza alcun fornimento, e in capo un cappelluccio di feltro, e flivali in gamba, coprendo con quell’abito fenipliciflimo un’Ambizion fuperiore a quella d’Ottavio Au-guflo Monarca del Mondo. Al corteggio di Sua Maeflà fi trovarono i Duchi di Ferrara, e di Firenze ; e perciocché il primo prefe la mano fui fecondo, col tempo inforfero liti di precedenza tra Alfonfo II. Duca di Ferrara, e lo Hello Colìmo, che fervirono di pailatempo a i politici, e di fcandalo predò d’altri. Si trattò in Lucca del Concilio, e febben più d’uno lafciò fcritto, che ivi fi determinò di tenerlo in Trento, pure il Rinaldi Annalifta Pontifizio con buoni documenti ci afli-cura, che niuna determinazione fu prefa allora intorno al Luogo. Vi fi parlò di Lega contra il Turco, e di confervar la pace; ma colà giunto il Signor di Moni Ambafciator Franzefe, alla prefenza del Papa richiefe i fuoi due prefi Oratori ( che non erano già in vita ) e giu-flizia contro il Marchefe del Vaflo. Tanto l’Impeiadore, che il Marchefe, fletterò faldi in negar d'eflere autori o confapevoii del fatto: il perchè maggiormente adirato il Re di Francia , fece ritenere in Lione Giorgio d'A ufiria s Arcivefcovo di Valenza, e Vefcovo di Liegi. Quindi acciecato dallo fpirito di vendetta, contraile Lega co i Re di Svezia e Danimarca, e con altri Principi tutti Eretici; e fempre più flrin-fe l’amicizia con Solimano gran Signore a’danni dell’ Imperatore. Ancor qui vien pretefo, che nè pur trafcuraffe il buon Pontefice in que- ì