Anno MDXL. 16 5 li di Romania, e Malvalla nella Morea, due Terre di grande importanza^ di pagare trecento mila icudi d’oro nel termine di tre anni. Il trovarli abbandonata quella Repubblica da chi le dovea dar braccio contro le troppo fuperiori forze della potenza Turchefca , l’induf-fe ad accettar sì dura legge . Giunta a Venezia la nuova di quella fvantaggiofa Pace nel dì 27. d’Aprile, grande llrepito , fiere mormo--razioni ii fufeitarono contra del Badoero, che a tanto prezzo l’avef-fe comperata. Era in pericolo la fua vita, non che la fìia fama per quello, ma fi venne col tempo a feoprire un tradimento, cofa rara in quella faggia e sì ben regolata Repubblica. Dimorava in Venezia Antonio Rincone , Ambafciatore di Francia, e iìccome il Re Franet[-co, non fenza infamia del fuo nome, teneva con Solimano non foio flretta amicizia , ma anche una fpezie di Lega : così il Miniilro fuo andava fpiando tutto ciò, che poteva eiTere di vantaggio al Turco. Venne collui a feoprire per mezzo di Coflantino e Niccolò Cavazza, Segretarj della Repubblica, e di alcuni altri Gentiluomini Veneti, avere il Confìglio accordato fegretamente al Badoero di poter cedere, fe così portaffe il bifogno, le fuddette due Città, o per dir meglio la Morea ; e fecelo il Rincone fuddetto fapere a Solimano. Però allorché l’Ambafciator Veneto affermò di non aver ordine dalla Repubblica di far quella ceflìone, Solimano il trattò da bugiardo e slea-le, e flette faldo in voler quelle due Città. Leggefi preffo il Du-Mont (c) lo Strumento di quella Pace, fatto nel dì 20. d’Ottobre dell’An- (a) Ou-no prefente. Furono poi da lì a molto tempo feoperti in Venezia ì^¡’^3 Traditori, e coll’ultimo fupplizio gafligati alcuni d’eflì, e gli altri fi fottraiTero alla giuflizia col fuggirfene in Francia. Venne anche licenziato il menzionato Rincone, come perfona, che fi abufava della fua autorità in danno della Repubblica. Trovavafì in queili tempi a Mefli-na Andrea Doria Principe di Melfi con cinquanta cinque Galee, andando in traccia de’Corfari Affricani. Pervenutogli l’avvifo, che Dragut Rais, famofo Corfaro, fubordinato al B.irbaroiTa, andava in corfo contro i Criiliani, fpedì Giannettino Doria valorofo Nipote fuo con ven-tuna Galee e una fregata a cercarlo. Trovò egli, avere il Corfaro fu-riofamente dato il facco a Capraia, menato più di lecento anime in ifchiavitù, ed effere paiTato ad infeflare i lidi della Coriìca. Il raggiun-fe Giannettino, il combattè, e fatto acquiflo di molti de’fuoi Legni, prigione fra gli altri ebbe lo HeiTo Dragut, che fu meffo alla catena e al remo. TornoiTene il vittoriofo Doria a MeiTina , e prefentò coflui al Ptincipe fuo Zio, che datone 1’ avvifo all’ Imperatore , ricevette per rifpoila, che Sua Maellà il donava a lui. Rimife poi Andrea Doria que-