338 Annali d’ Italia. ti avea , figli di Gian-Alfonfo Carrafa Conte di Montorio , Tuo Fratello. Pochi giorni dopo 1’ aiìunzione lua creò Cardinale Carlo, uno d’ eflì, Cavaliere di Malta, uomo di cervello torbido , fatto più perla milizia Secolare , da lui efercitata finquì, che per l’Ecclefiafiica. Un altro era Giovanni Conte diMontorio, a cui fi voleva fabbricare una magnifica fortuna ; e prefto fe ne prefentò, non so fe giufta o ingiu-lta , l’occafione. Avea AleiTandro Sforza Cherico di Camera, avuta maniera di trarre da Cività Vecchia due o tre Galee, già tolte da’ Franzefi a Carlo fuo Fratello, e condottele a Gaeta. Per tale info-lenza s’alterò forte il Papa, e credendo complice di tutto il Cardinal Guido Afcanio Sforma loro Fratello, fieramente il minacciò, e mife prigione il di lui Segretario . Per querta novità furono veduti alcuni Baroni Romani trattar fegretamente con eiTo Cardinale, con Marc Antonio Colonna , e co’Minifiri Cefarei.Non vi volle di più, perchè il Pontefice, figurandoli dirette quelle combricole contra di lui, fa-cefl’e mettere in prigione effo Cardinale Sforza, Camillo Colonna, ed altri j poiché quanto a Marc’Antonio, quelli fi ritirò in falvo a Napoli . Pafsò lo fdegnato Papa a far citare lui, ed Afcanio Colonna fuo Padre, che era detenuto prigione in Napoli j ed elfi non comparendo , li (comunicò , e privò d’ogni Dignità, e di quante Terre e Cartella poffedeano ne gii Stati della Chiefa ( erano circa cento )con invertirne torto il fuddetto Giovanni fuo Nipote , e dichiararlo Duca di Palliano, e Capitan Generale della Chiefa. Per provvedere anche Antonio Carrafa, terzo fuo Nipote , il creò Marchefe di Montebello e d’altre Terre nel Montefeltro, avendo trovate ragioni o pretelH per ifpogliarne Gian-Francefco da Bagno de’Conti Guidi. Ancorché’dipoi foffero rellituite le Galee, cagione di tai dif-turbi , pure continuò più che mai la difpofizione alla rottura 5 perchè godendo i Colonnefi la protezione de i Re di Spagna , e veggendofi così maltrattati dal Papa, fi mifero in armi. Accorfero anche gli Spa-gnuoli a i Confini dello Stato Ecclefiaftico , e il Papa aneli’ egli ordinò al Duca d’ Urbino di portarli con alcune migliaia di fanti a que’ medefimi confini. Che fconcerti , che prigionie fuccedeffero in Roma in tal congiuntura, lungo farebbe il riferirlo. Si trattò di pace, ma o fia, come alcuni vogliono, che il Papa anche Cardinale fof-pirafle di cacciar del Regno di Napoli gli Spagnuoli, per aggravj da lor fatti alla fu a Cafa , e a sè medefimo col negargli le rendite delP Arcivefcovato di Napoli ;o pure che il Cardinal Nipote l’attizzaffe con ifperanza di pefcare Stati nella vantata depreffion de gli Spagnuo- li : certo -è, che Papa Paolo IV. non ebbe mai vera voglia di pa-