274 Annali dp Italia. re in Italia , fece proporre un abboccamento con lui, fperando pure, giacche nulla fervivano i mezzi finora adoperati, di poter colla pre-ienza ed eloquenza Tua muovere qualche trattato di Pace, per cui ve-rifimilmente avea delle buone intenzioni dalla parte de’ Franzefi. A que- llo congretto non inclinava Cefare , perchè prevedendo , che fenza cedere alcuna porzion di Stati o diritti , non fi potea venire all’accordo, egli non fi fentiva voglia di comperar la quiete con fuo (vantaggio , e però fi andava divincolando per fuggir quell’incontro. A Genova, dove egli era pervenuto , fi portarono il Mar che [e del Vaflo, e Don Ferrante Gonzaga per inchinarlo, ed altrettanto fece anche Fier-Luigi Far-nefe, la cui Nuora Margherita fi fermò a Parma ad oggetto di vedere nel paiTaggio 1’ Auguflo Genitore, con cui di Spagna era venuto e-ziandio il Duca Ottavio fuo Marito. Eflendofi ancora portato colà Co-fimo Duca di Firenze, tanto fi maneggiò, che l’Imperadore intento a raccoglier moneta, fi lafciò indurre a rimettergli le Cittadelle di Firenze e di Livorno , con che egli pagaffe ducento mila Scudi d’oro, come attefta il Segni con altri Storici. L’Adriani fcrive cento cinquanta mila. Si mofie intanto da Roma l’anfiofo Papa Paolo coll’accompagnamento sfarzofo di una gran Corte, e di mille e quattrocento cavalli a dì 16. di Febbraio , e pattando per nevi e ghiacci, arrivò a Bologna , dove fperava, che Celare verrebbe a trovarlo. Ma da che ebbe intefo non poter etto Auguflo portarli colà, flante il bifogno di pattar frettolofa-mente in Germania, tanto fi adoperò, che fu dellinata la Terra di Buf-feto, poila fra Piacenza e Cremona, e poffeduta da Girolamo Pallavicino, per luogo del loro congretto. I fatti moflrarono, non aver 1’ Imperaclore la fretta, con cui egli fi fcherrniva dall’ abboccarti col Papa . Ora l’impaziente Pontefice fi portò fino a Parma e Piacenza , non volendo, che gli fcappaffe di mano l’adulo Monarca. E perchè poi s’ avvide, che fi differiva il di lui arrivo a Gensva , o la partenza di là, determinò di tornarlene a Bologna. Prima nondimeno di portarli colà, perchè era flato invitato dal Duca di Ferrara Ercole 11. a vifitar la fua Capitale, imbarcatoli nel din. d’Aprile a Brefcello , arrivò lo fletto giorno in vicinanza di Ferrara, dove nel dì feguente fece la fua folen-ne entrata . La magnificenza, con cui fu egli accolto dal Duca e dal-la Nobiltà e Popolo Ferrarefe, gli fpettacoh e divertimenti a lui dati, e l’immenfo concorfo di forefleria a quella Città, vengono defcritti nel Diario manufcritto di Antonio Ifnardi, e in altre Storie Ferrateli , Ne ho parlato anch’ io nella Seconda Parte delle Antichità Eflenfi . Quivi fi fermò per tre giorni il Papa. Dopo di che fi reilituì a Bologna* Venne