Annali d’ Italia. (a) Panvin. d’accordo con gli altri. Onofrio Panvinio (a), che pefcava in buoni l uè àc Papi gabinetti, afferma, avere il Papa fatto all' Aperta intendere quella fua (b) Angeli, proporzione all’Imperadore . E Bonaventura Angeli (¿),che non i-Stona di gnorava gl’ intereilì di Cafa Farnefe, e dedicò la fua Storia al Duca Ranuccio, non dovea certo tener per fogno le condizioni proporte da Papa Paolo, per ottenere il Ducato di Milano al Figlio, le quali fon riferite [dall’Adriani. Più ragionevol cofa dunque è il fortenere, che principalmente iì movefle il Pontefice al fuddetto viaggio ed abboccamento per maneggiar la Pace in bene della Crirtianità ; e che v’ ingroppale poi il progetto dell’ acquiilo di Milano pel Figlio o Nipote, giacché fi trovò Cefare troppo alieno dal facrificare quel bel pae-fe alle voglie del Re di Francia . Hanno i Lettori a perdonarmi , fe qui mi fon fermato alquanto per amore della verità, credendo io in fine, che nulla pregiudichi all’onor di quello Pontefice l’aver procurato l’ingrandimento de’fuoi più torto con gli Stati altrui, che con quel- li della Chiefa. S’ invio’ pofcia 1’ Auguflo Carlo verfo la Germania , e il Papa malcontento fe ne tornò a Roma. In quello mentre fi cominciò a provar da* Criiliani qual flagello avelie tirato fopra di loro la difordinata paf-fione del Re chiamato Criftianiffimo. Avea il BarbarofTa per ordine di Solimano alleflita una formidabile Flotta di Galee , Fufte, e Legni da carico , con quattordici mila Turchi da sbarco , e con efla verfo il fine d’ Aprile fece vela, giugnendo poi al Faro di Melfina fui fine di Giugno. V’era fopra anche Antonio Poiino, Miniflro del Re di Francia, come direttore di sì deteftabil imprefa. Per lo fpavento fi fuggirono gli abitatori di Reggio di Calabria. Dato prima il facco alla mifera Città, ne fece poi la rabbia Turchefca un falò, oltre al tagliare gli alberi fruttiferi, le vigne, e le palme di quel paefe. Di là condulfero que’ Barbari anche gran copia d’anime Criiliane in fer-vitù. Inferiti altri danni alle Riviere della Lucania e Puglia, arrivò la Flotta Infedele alla sboccatura del Tevere: il che mife in fommaco-ilernazione la fleiTa Città di Roma, talmente che febbene il Poiino aflìcurafle il Cardinal di Carpi Reggente, che niun pericolo v’ era , pure non fi potè impedire la fuga di moltiiììmi in Luoghi più ficuri. Di là navigò , fenza far altri danni , il Barbaroffa fino a Marfiglia , dove fi vide trionfalmente accolto quello gran nemico del Nome Criftiano nel Mefe di Luglio. Perchè era andato a male un trattato de’ Miniftri Franzefi di forprendere il Cartello di Nizza in Provenza, irritato il Re Francefco ordinò, che le fue Galee fotto il comando di Francefca di Borbone Conte d’Anghien di l'angue Reale, unite all’Armata