-=$» 1 54 «J> maniera si sono conservate le cose fino all’ anno 1776, e fu allora che, in occasione della venuta a Venezia dell’imperatore ere Giuseppe II, si aperse, alla testata della grande officina corderia, quel portone che si vede a capo lo stradale delle fonderie. Bravi un magazzino filiale a Montagnana, paese dell’ alto Padovano, fertile di ottima canapa, che sovente ne’ pubblici atti è indicato per Tana di Montagnana. Poiché abbiamo esposto quale era il sistema della repubblica riguardo a’ canapi ed alle funi, sembra confacente allo scopo che ci siamo proposto l’aggiungere qualche generale notizia anco sull’ argomento de’ boschi, in ogni tempo tenuto siccome importantissimo, anzi di primario interesse in quanto a costruzioni navali ; pertanto quale alto oggetto di Stalo, era sotto la immediata ispezione e tutela dell’ eccelso consiglio de’ dieci. Ed a tal segno aveasi cura di tutto quanto li riguardava, che in una sala dell’ arsenale, co’ modelli in pianta elevata delle fortezze, delle isole e delle altre piazze primarie, erano gelosamente custoditi anco i modelli de’ boschi e delle pubbliche selve appartenenti allo Stato. Non solamente i boschi pubblici di roveri, ma quegli altresì di appartenenza privala, perfino le piante di rovere solitarie o sparse per la campagna senz’alcuna distinzione, erano sottoposte alla giurisdizione della marina, e dipendevano dal reggimento dell’arsenale, che corrispondeva direttamente con apposita magistratura denominala collegio eccellentissimo sopra boschi, subentrata, nel 1591, ad altre più antiche magistrature. I tre patrizi de’ quali era composta, aveano per dovere di dichiarare con sacramento di non posseder beni entro il giro di cinque miglia dai due boschi di Montello in territorio trevisano e di Montona nell’Islria. Il più antico documento che abbiamo potuto vedere, e per cui é comprovala la grande premura e la somma gelosia del governo in assicurare allo Stato un materiale tanto prezioso per le costruzioni navali, é il decreto di senato 15 luglio 1479, dal quale si viene anco a conoscere che leggi rigorose erano in vigore assai prima. Marino Sanudo, ne’suoi Diarii, ci ha lasciala memoria di una parte proposta in consiglio de’pregadi