Anno M X XII. fe potea mettere il piede in quella Città , volea mandar tutti quanti a fil di ipada. Ma non potendo più i Cittadini, allora li rivol-fero a chiedere milencordia : al qual fine Spedirono fuori della Città un Romito con dietro tutti i lor fanciulli in proceflìone, che gridavano Kyrie eleifon, cioè Signore, abbiate pietà. Arrigo colle lagrime a gli occhi ordinò , che fi rimandalfero in Città. Tornò il dì Seguente il Romito co’fanciulli, e colle llelie voci, ed ufcito 1’ Imperadore dal fuo padiglione, non potè reggere a quel tenero fpettacolo , e perdonò a que’ Cittadini : con che abbattelfe-ro quella parte delle mura , che aveano fatta refiftenza alle fue macchine, e che poi le rifacelfero. Lafciato dunque ivi preiìdio , e prefigli oftaggi, fe ne venne aCapua, dove per atteftato dell’ Oftienfe (a), diede quel Principato a Pandolfo Conte di Tiano, (a) le» fenza che s’oda, che Papa Benedetto Vili, pretendefle ivi giuris- l^ien^ls dizione alcuna temporale . Creò ancora Conti non fi fadiqualLuo- ‘ " 4*' go Stefano, Melo, e Pietro, Nipoti del già defunto Melo Duca di Puglia ,co’ quali allogò que’ pochi Normanni, che erano re-ftati in quelle contrade. Di là pafsò in compagnia del Romano Pontefice al Moniftero di Monte Calino , dove Seguì l’elezione di Teobaldo Abbate, con-fecrato poicia dal Papa. Pativa l’Imperadore de i gravi dolori, e ne fu guarito per intercellìone di S. Benedetto; per la qual grazia fece de i ricchi regali a queirinfigne Santuario. Rapporta il Padre Gattola (b) un Diploma da lui dato allo ftelfo Moniftero (b) GauoU con quelle Note: Anno ab Incarnatione Domini MXXlf. Indiclio- Hift* Mona, ne V. Anno vero Domai Heinrici Romanorum Imperatoris A ugujli^p'' ^aJlneni Secundi Regnanùs XXI, Imperantis autem Nono. Aclum in Monte Cafino. Non dia faftidio ad alcuni il veder ivi fortofcritto il Cancellier Tcodorico vice Ebbonis Paptmbergenfis Epifcopi & Archicapellani , quando ne gli altri Diplomi quello VeScovo di Bamberga porta il nome di Eberardo, e di Arcicancdliere, perciocché Ebbone è lo Hello nome di Eberardo; ed egli era anche Arcicappellano dell’Imperadore , fe pure in quelli tempi non era 10 Hello il grado di Arcicancelliere e di Arcicappellano . Leggefi in oltre una Lettera del medefimo Augufto a Papa Benedetto ^in cui gli raccomanda efficacemente il xMonillero Imperiale di Monte Calino, lottofcritto colle ftelìé Note cronologiche . Tutti i Sopra narrati avvenimenti appartengono all’Anno prefente ; e fe 11 Sigonio li riferì all Anno leguente, non fi dee già argomentare , che in lui mancaffe la diligenza , ma bensì, che gli man- E 4 caro-