(a) Otto Morena. Sire Raul. (b) Abbas S/rfperg. in Chronic. 530 Annali d’Italia. Milanefi la demenza , e tutti meffi al bando deli Imperio. In~ camminoffi dipoi la formidabil’ Armata alla volta dell’Adda per paffarlo . (a) Non v’era che il Ponte di Caffano , per cui fi porcile tranfitare j ma dall’ altra parte del Ponte v’era un buon corpo di Milane/i con aiTaiffimi Villani alla guardia:, ficchè fi credette difperato il paffaggio. Ma venendo il Re di Boemia , e Corrado Duca di Dalmazia all’ingiù dietro il Fiume , parve loro d’avere Scoperto un bel guado , e fenza penfarvi più che tanto , fp in fero i cavalli nell’ acqua . Molti fe ne annegarono , ma molti ancora falirono felicemente all’altra riva. Vifti coftoro di là dal Fiume, e portatone l’avvifo a i Milanefi , che cuftodivano l’altra tetta del Ponte: addio, buon prò a chi ebbe migliori le gambe . Allora con tutto fuo comodo pafsò l’Imperadore colla Nobiltà per quel Ponte. Pafsò anche parte del efercito; ma lui più bello una parte d’etto Ponte pel troppo pefo fi ruppe , e precipitarono in acqua molti Cavalieri e Scudieri. Quei pofcia , che erano già paf-fati , incalzarono i fuggitivi Milanefi , ne uccifero alquanti, e molti ne fecero prigioni. Ingrandì poi la fama talmente quello paffaggio , che 1’Abbate Urfpergenfe ( b ) fpacciò efferfi accampato Federigo juxta Flumen Padutn, in vece dì dir preffo X Adda y e che mancandogli barca da paffare, falito a cavallo di un trave, fortenuto di qua e di là da alcune affé , con pochi pafsò di là, ed affatiti i nemici, li mife in fuga . Dovea lo Storico pefar meglio sì bizzarro avvenimento . Recato a Milano quello inafpettato avvifo , quando li credeva 3 che il Fiume Adda aveffe a fermare i paffi dell’ Armata nemica, riempiè di fpavento, di lagrime, e d’ urli il Popolo imbelle r e cominciò a fuggire una gran quantità d’ uomini e donne plebee, e fino gl’infermi fi faceano portar fuori di Città. Aiìediò Federigo il Cartello di Trezzo, e l’ebbe in poco tempo a patti di buona guerra . Pafsò di là su quel di Lodi-, ed eccoti comparire alla fua prefenza una folla di poveri Lodigiani in abito compaflionevole colie Croci in mano, chiedendo giu-ftizia contra de’Milanefi, che gli aveano cacciati dalle lor caie, e tolti i loro beni. Era pur troppo la verità. Nell’antecedente Gennaio aveano i Milanefi .voluto obbligare il Popolo di Lodi a preftare un nuovo giuramento di fedeltà . Erano pronti i Lodigiani , ma vi voleano inferire la claufola falva Imperatoris fi-¿ditate, ftante il giuramento da efli fatto all’Imperadore con licenza de gli fteffi Confoli di Milano. Oftinatiii i Milanefi di Xolere una fedeltà fenza eccezion di perfone , e. minacciando l’e- filio