Anno MCL1X. 537 ribellione i Milanefi. Prefe poi maggior fuoco la contefa, perchè Adriano inviò a Federigo quattro Cardinali, cioè Ottaviano Prete del titolo di Santa Cecilia, Arrigo de’Santi Nereo ed Achilleo, Guglielmo Diacono, e Guido da Crema, anch’effo Diacono Cardinale. Propofero quelli varie pretenfioni della Corte Romana, cioè che l’Imperadore non aveiTe a mandare iùoi Meffi a Roma ad amminiftrar giuilizia , fenza Saputa del Romano Pontefice , perchè tutte le Regalie e i Magiilrati di Roma fono del Papa. Che non fi dovette efigere Fodro da i beni patrimoniali della Chiefa Romana , fe non al tempo della Coronazione Imperiale . Che i Vefcovi d’Italia avellerò bensì da preilare il giuramento di fedeltà all’Imperadore , ma fenza omaggio. Che i Nunzi dell’ Imperadore non alloggiaffero per forza ne’Palagi de’Vefcovi. Che fi aveffero a reftituire i poderi della Chiefa Romana, e i tributi di Ferrara, Mafia, Figheruolo , e di tutta la Terra della Conteffa Matilda,, e di tutta quella, che è da Acquapendente fino a Roma, e del Ducato di Spoleti, e della Corfica e Sardegna’. Rifpofe Federigo, che Starebbe ditali pretenfioni al giudizio d’uomini dotti e faggi: al che i Legati Pontificj non vollero acconfentire , per non Sottomettere il Pontefice all’altrui giudizio. All’incontro pretendeva egli, che Adriano avelie mancato alla concordia Stabilita, per cui era vietato il ricevere fenza comune confentimento Ambafciatori Greci, Siciliani, e Romani e che non foiTe permeilo a i Cardinali di andare per li Stati Imperiali fenza permiiììon dell’Imperadore,. aggravando- effi troppo le Chiefe e che fi metteffe freno alle ingiufte Appellazioni, con altre Simili pretenfioni e querele . Non fi trovò ripiego ; e Federigo moilrò fpezialrnente dell’indignazione della prima pro-pofizion de’Legati, parendogli di diventare un Imperador de’ Romani di folo nome e da leena, quando fe gli voleffe levare ogni potere e dominio in Roma . Intanto affai informato il Senato Romano di quelle diffenfioni,. prefe la palla al balzo per rimetterli in grazia di Federigo , e gli fpedì i faoi Nunzj, che furono ben ricevuti, con ifprezzo e sfregio dell’ autorità. Pontifi..-eia . Ma da quelli guai ed imbrogli del Mondo venne la morte a; liberare il buon Papa Adriano ÌV. il quale , fe fi ha da crede* re all’Abbate Urfpergenfe, e a Sire Raul, avea già conchiuCi Lega co i Mìlanefi, Piacentini e Cremafchi contra di Federigo,, meditando anche di fulminare contra di lui la Scomunica. Pa£ ahi