59© Annali d’ Italia: Anno di Cristo mclxx. Indizione iii. di Alessandro Ili. Papa iz. di Federigo 1. Re 19. Imperadore 16. TEnto’in queft’Anno V Imperador Federigo d’introdurre trattato di pace con Papa Alejfandro 111. dimorante tuttavia (i)Card.de\n Benevento. (a) Spedi a quefto fine in Italia il V'eicovo di .Aragon. in Bamberga Everardo , con ordine d’ abboccarti col Pontefice, ma vjt.Aiexmd. fo non entrare negli Stati del Re di Sicilia. Aleiìandro, che fta-va all’erta, per tempo s'avvide, ove tendeva l’aftuzia di Federigo, cioè a mettere della mala intelligenza fra effo Papa e i Collegati Lombardi , non tardò punto ad avvifarnela Lega , acciocché gli fpediifero un Deputato per aftiftere a quanto foffe per riferire il Vefcovo Suddetto. Dappoiché fu quefti venuto, fi trasferì il Pontefice in Campania aVeroìi, per quivi dare udienza al Legato Cefareo. Voleva quefti parlargli da folo a folo , il che maggiormente accrebbe i fofpetti di qualche furberia. Benché con ripugnanza, fu ammeifo ad una fegreta udienza , dove efpofe ef-iere Federigo difpofto ad approvar tutte le ordinazioni da efso Pontefice fatte; ma intorno al Papato, e all’ubbidienza dovuta al Vicario di Crifto ne parlò egli con molta ambiguità, e fenza ofare di fpiegarfi. Comunicò Papa AleiTandro cotali propofizioni al facro Collegio , e al Deputato della Lega . La rifpofta , ch’egli poi diede al Vefcovo di Bamberga fu di maravigliarfi, come egli aveffe prefo a portare una sì fatta ambafciata , che nulla conteneva di quel che più importava. Che quanto ad efl’o Papa, egli era pronto ad onorar fopra tutti i Principi Federigo , e ad amarlo , purché aneli’ effo moftraile la filial fua divozione dovuta alla Chie-fa fua Madre ; e con quefto il licenziò. Mentre il Pontefice dimorava in Veroli, i Romani pieni di rabbia contro T odiata Città di Tufcolo, le faceano afpra guerra. Rainone Signore di eiTa Città veggendofi a mal partito , trattò d’ accordo con Giovanni , lafciato Prefetto di Roma dall’Imperador Federigo, e gli cedette quella Città, con riceverne in contracambio Monte Fiafcone , e il Borgo di San Flaviano, fenza farne parola col Papa, da cui pure egli riconolceva quella Città, e con afl’olvere dal giuramento i Tufcolani , i quali fi crederono col nuovo padrone di efen-tariì dalle moleftie de’Romani. Ma quefti più vigorofamente che mai continuarono la guerra contra d* effa Città, di maniera che