I 10 Annali d5 Italia; to Arrigo III. fuo Figliuolo, fopranominato il Nero a cagion della barba; e come fuo Succeffore fu immediatamente riconofciu-to da tutti. Una curiofa novella cominciò ad avere fpaccio nel Secolo fuiTeguente intorno alla perfona d’effo Re Arrigo. Goti-(n) Godefri- fredo da Viterbo pare che foiTe il primo a darle credito (a). Ec-fìTìn^Pant/i cone Per ricreazion di chi legge un trafunto. Caduto in disgrazia di Corrado Augufto un Lupoldo Conte , iì ritirò colla Moglie a vivere incognito in una capanna in mezzo ad una felva. Quefla favola pattata poi in Italia, fu applicata in altri termini ad alcune Nobili Caie da gl’impoftori Genealogici. Ora accadde, che Corrado, fmarrito nella caccia giunfe a quel tugurio una notte, e vi prefe ripofo. Nello ftefl'o tempo partorì la Moglie di Lupoldo un mafchio, e Corrado al fentirlo vagire intefe una voce dai Cielo, che gli diffe : Corrado, quejlo Fanciullo farà tuo Genero ed Erede. Levatoi! per tempo Timperadore, ordinò a due fuoi Famigli di prendere quel Bambino, e d’ucciderlo. N’ebbero coro-pattìone, e il lafciarono vivo fopra di un albero. Paisò di là un certo Duca , che il prefe ed allevò, e veggendolo crefcere in bellezza e fenno , l’adottò per Figliuolo. Dopo alcuni anni guatando l’Imperadore quetto Giovinetto, gli venne fofpetto, che fof-fe il medeiìmo, di cui avea comandata la morte , forfè perchè Teppe, come era flato trovato dal Duca; e con apparenza di volerlo onorare, l’arrolò fra fuoi Cortigiani. Un dì pofcia fcrifle ali’ Imperadrice Gisla una Lettera, in cui gli ordinava di farne immediatamente uccidere il portatore, e la diede al giovinetto Arrigo con ordine di prefentarla in mano d’effa Augufta. Andò que-iti, ma addormentatoiì per viaggio in una Chiefa, il Prete d’eila adocchiata quella Lettera, gliela tolfe di faccoccia ed aprì. Per compaflìone il buon Prete ne fcrifle un'altra con ordine all' Im-peradrice, che alla comparfa di quel Giovane, immantinente gli deiTe in Moglie la comune lor Figliuola. Andò il giovane, fen-za nulla fapere dell’operato dal Prete, e prefentata la Lettera, non tardò a divenir Genero deli’Imperadore. Bel fuggetto per una Tragedia, purgato che fofle da varj inveriiìmili; ma per conto della Storia, avvenimento inventato di pefo , effendo fu or di dubbio, fecondo l’autorità di più Scrittori contemporanei, che Arrigo III. nacque da Corrado e Gisla Augufìi; ed ebbe due Mogli, l’una Cumchilde morta nell’Anno precedente, e pofcia nell-’ Anno 1045. dgnefe Figliuola di Guglielmo Duca di Poitiers . Benché poi non fofle coftume di contare in Italia gli Anni del Regno