Anno MCXIX. 3 97 te eleiTero Papa il fuddetto Arcivefcovo Guido, quantunque egli faceile molta relìftenza sì per non crederli degno di sì eccella Dignità, e sì per timore, come molti fi figuravano, che una tale elezione non forte approvata dal Collegio de’ Cardinali efiftenti in Roma . Seguì efla nel dì primo di Febbraio , fecondo i conti del Padre Pagi. Venne il novello Pontefice alla volta di Lione, ed Umbalào Arcivefcovo di quella Città acconfentendo alla fatta elezione, il riconobbe ed onorò qual Papa legittimo. Pafsò dipoi a Vienna, dove nel giorno della Domenica di Quinquagefima, cioè nel dì 9. di Febbraio, fu confecrato , le vogliam ripoi’are fulla teftimonianza della Storia Vezeliacenfe (a), e prefe il nome di (a) Hìdorlt Calliflo II. Però dovrebbe effere fcorretto il tefto di Pandolfo Pi fano, allorché fcrive: ceffavit Epifcopatus diebus XV. e li avrà Dacher. da fcrivere diebus XII. trovandoli non di rado il numero //. cambiato in V. per poca attenzion de’Copifti. Ma è da avvertire, che non tardarono i Cardinali dopo l’elezione a l’pedirne l’avvifo al facro Collegio rimafto in Roma. Avendola Pietro Vefcovo di Porto Vicario quivi, torto notificata a gli altri Cardinali e al Clero e alla Nobiltà Romana: tutti, per opera fpezialmente di Pietro di Leone , il cui Figliuolo Pietro Cardinale fi trovava in Francia, confentirono ed accettarono per Papa il fuddetto Callifto li. Dalla di lui Vita, fcritta dal poco fa mentovato Pandolfo, Scrittore l'opra gli altri degno qui di fede, fiamo alficurari, che que-fto Pontefice fu folamente confecrato Papa, allorché (¿) Nuncii^) pdndui~ redeuntts a Roma , viva voce ac liierìs eleclionem ipfam cario me e, ju-^ìn ynCai. reque confirtnarunt. Tunc Papa folemmter a Lamberto Oflienfi Epijco-2. P. 1. po & aliis quamplurimis in Dei nomine confecratus fuit. Perciò non può a mio credere fuiTiftere l’opinione del Padre Pagi, che il vuole confecrato nel dì 9. di Febbraio. Di più tempo fu d’uopo, perchè i Meili andaflero e tornaifero da Roma coll’approvazione del facro Collegio Romano. Leggonsi nel Codice di Uldarico da Bamberga pubblicato dall’Eccardo (c), e prelTo i Padri Martene e Durand (¿), le Let-(c) Eaarj. tere l'critte da’Cardinali refidenti in Roma a i Cardinali Oìtra-Corp-Htfor. montani, nelle quali confermano 1* elezion di Callirto II. fatta per T{^'\iartene neceifità oltra monti, fenza diilimulare, che quella li dovea fare Veter.Script,, ex Romance Ecclefix Filiis Presbyteris , & Diaconibus , ed anche Tom‘ 1‘ infra Urbem, fi poffibile fuerit, vel extra in locis finitimis . Confettano nondimeno di confermar la fuddetta elezione , quum ex Romano more eleciianem face re impediamuf. Per le quali parate C\